Al centro del confronto la necessità di preservare la competitività della ceramica europea, oggi messa a rischio da elevati costi energetici, dalla concorrenza di alcuni Paesi extra-Ue priva di standard ambientali e sociali comparabili e da strumenti climatici che non tengono conto delle specificità dei settori “hard to abate”.
Le due Regioni hanno espresso forte preoccupazione per gli effetti del sistema Ets sulle emissioni di carbonio, che impone oneri sproporzionati a un comparto che contribuisce solo per lo 0,9% alle emissioni europee regolate e che ha già investito al massimo nell’efficienza energetica.
Politiche ETS da rivedere
È stata condivisa da tutti i partecipanti la necessità di un ripensamento delle politiche Ets con l’immediata sospensione del sistema Ets, il congelamento delle attuali assegnazioni gratuite e della realizzazione di un CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) efficace per proteggere tanto il mercato interno quanto le esportazioni verso i paesi extra Ue.Ampio spazio durante l’incontro è stato dedicato anche alla revisione del “Bref Ceramic”, il documento europeo che fisserà i contenuti delle autorizzazioni ambientali per i prossimi anni. Le due Regioni hanno confermato il proprio impegno per garantire obiettivi realistici, tempi congrui e sostenibilità economica per le imprese, salvaguardando al contempo gli obiettivi ambientali, anche con la partecipazione alla riunione finale di Siviglia.
Emilia-Romagna e Spagna per sostenere innovazione e autonomia strategica delle filiere
Emilia-Romagna e Generalitat Valenciana hanno inoltre concordato sull’urgenza di avviare programmi europei di ricerca strategica, opportunamente supportati da fondi Ue, dedicati al settore ceramico, coinvolgendo centri di ricerca e università dei due territori per sostenere l’innovazione, la decarbonizzazione e l’autonomia strategica delle filiere.Le due Regioni lavoreranno congiuntamente per portare queste istanze alle istituzioni europee, a difesa di un’eccellenza industriale che rappresenta un patrimonio economico, sociale e tecnologico dell’Europa intera.
“L’industria ceramica è un settore ad alta intensità energetica, ‘hard to abate’, che ha molto investito nella transizione ecologica, riducendo le emissioni e innovando i processi- ha affermato il Vicepresidente delle Regione Emilia Romagna Vincenzo Colla-.
“L'Europa è leader mondiale nella produzione ceramica- ha sottolineato il viceministro Carrasco- e questa posizione non può essere compromessa da decisioni normative che non tengono conto della realtà industriale del settore. Per questo motivo, la posizione comune della Comunità Valenciana e della Regione Emilia-Romagna nel richiedere un trattamento giusto ed equo per i nostri produttori”.

