Viene, infatti, citata una perizia commissionata dal Tribunale che rappresenta un punto di vista qualificato su diverse tematiche, alcune anche condivise dalla Regione, mentre altre richiedono, invece, ulteriori approfondimenti. Per propria natura, la perizia sostiene legittimamente un punto di vista, ma non rappresenta una sentenza.
A oggi sono stati sottoscritti alcuni accordi di conciliazione su proposta del Tribunale ai sensi dell'articolo 185 bis c.p.c. tra i danneggiati, Regione Emilia-Romagna, Aipo e le rispettive compagnie di assicurazione, senza alcun riconoscimento di responsabilità degli Enti chiamati in causa. Queste conciliazioni sono state condivise, perché ritenute congrue le richieste, seppur su presupposti diversi rispetto alle istanze su cui la Regione aveva avanzato ricorso.
Altre cause pendono ancora innanzi al Tribunale, nelle quali si attende che il Giudice formuli proposte transattive finalizzate alle definizioni rapide e bonarie delle vertenze pendenti.
La Regione Emilia-Romagna ribadisce il proprio massimo impegno nelle politiche di messa in sicurezza del territorio, come confermato dal raddoppio dei fondi destinati per il contrasto al dissesto idrogeologico e alla manutenzione dei corsi d'acqua, dei versanti e della costa che nell'ultima manovra di bilancio 2026-2028, licenziata pochi giorni fa dalla Giunta, passano da 25 a 50 milioni di euro l'anno per tutto il triennio in maniera strutturale. In aggiunta, ogni anno la Regione destina 5 milioni di euro ad Aipo per la manutenzione dei corsi d'acqua. È inoltre prevista l’istituzione di un fondo di 10 milioni di euro per consentire, già dal 2026, la progettazione delle opere da eseguire sul “Programma straordinario di interventi per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico” (DL 65/2025).'. Così la Regione Emilia Romagna dopo il pronunciamento che definisce il diritto al risarcimento per alcune persone alluvionate.


