I manifesti, promossi dall’ex ministro Carlo Giovanardi, mettono a confronto i dati dell’Olocausto con quelli relativi alla popolazione della Striscia di Gaza.
Giovanardi: 'Contestiamo una propaganda antisemita attiva anche a Modena'
Giovanardi rivendica e spiega apertamente la scelta. “In vista della Giornata della Memoria abbiamo fatto affiggere in città un manifesto che contesta una insistita propaganda antisemita purtroppo presente ed attiva anche a Modena”, spiega, convinto che negli ultimi mesi si sia diffusa una narrazione che equipara la Shoah alla guerra in corso a Gaza.Secondo l’ex ministro, questo parallelismo sarebbe non solo improprio, ma anche costruito su basi distorte: “Si tenta di parlare di genocidio anche per quello che sta accadendo nella Striscia di Gaza, dimenticando la strage del 7 ottobre ma soprattutto falsificando il bilancio delle vittime.”Per sostenere la sua tesi, Giovanardi richiama i dati demografici: “Gaza aveva 85 mila abitanti nel 1948, un milione e 320 mila nel 2005, due milioni e 200 mila nel 2025. Le cifre dimostrano come la realtà sia ben diversa da quella che viene mistificata”.
E aggiunge un riferimento alla storia locale: “Un tempo il dieci per cento della popolazione era composta da ebrei. È doveroso denunciare un rigurgito di antisemitismo che pensavamo fosse definitivamente tramontato dopo la tragedia della Shoah”.
Mezzetti: 'Una operazione odiosa. A chi l’ha scritta dico: vergognatevi'
Il sindaco Mezzetti non usa giri di parole, accompagnando la pubblicazione dei manifesti sulla sua pagina ufficiale. “E' la manifestazione palese degli effetti che produce il sonno della ragione. Tradotto in parole povere: fin dove può arrivare la stupidità umana”.Per il primo cittadino, il problema non è solo il contenuto, ma il metodo: “L’accostamento tra la Shoah e la situazione nella Striscia di Gaza, costruito attraverso un confronto esclusivamente numerico, è semplicemente odioso e inaccettabile”.Mezzetti racconta anche di aver ricevuto molte richieste di rimozione dei manifesti, ma ricorda che il Comune non può intervenire se non in casi specifici previsti dalla legge: “La libertà di espressione, anche quando viene esercitata in modo discutibile o strumentale, non può essere limitata sulla base di valutazioni discrezionali”.
Le verifiche tecniche non hanno evidenziato irregolarità.

