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Lavoro irregolare: Emilia-Romagna ancora maglia nera

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I dati dell'ispettorato del lavoro analizzati da CGIL mostrano i settori del facchinaggio ma anche dei servizi alloggio e ristorazione i più critici


Lavoro irregolare: Emilia-Romagna ancora maglia nera
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Il Report INL (Ispettorato nazionale del Lavoro),  coi dati annuali 2022 sugli esiti ispettivi nelle imprese, per le tutele del lavoro regolare e la sicurezza mostra un quadro desolante e stando alle parole della CGIL di Modena che ha analizzato i contenuti a livello nazionale e locale, molto preoccupante.

'A livello nazionale, nelle 82.183 ispezioni effettuate, si rileva il 67% di irregolarità sul lavoro, l'83% di irregolarità previdenziale ed il 94% in quelle assicurative. Rilevando 314.069 lavoratori irregolari e 19.932 totalmente in nero! Sono stati inoltre recuperati contributi evasi e non versati dalle imprese a danno dei lavoratori, per un importo di 1.153 milioni di euro, accertando illeciti per ben 59.023 aziende, con un tasso di irregolarità pari al 72%. Dati che - scrive CGIL Modena nella sua analisi - spingono lo stesso INL a promuovere, grazie al buon decreto del 2004, attività rivolte ai datori di lavoro e le loro associazioni per promuovere la 'prevenzione e promozione della legalità' nel lavoro.

L'Emilia Romagna è la terza regione, dopo Campania e Lombardia, sede di tali iniziative preventive. Un altro dato molto significativo dice che nel corso dell'anno alle spalle, ben 24.650 richieste di intervento ispettivo sono pervenute da 'organizzazioni sociali e da lavoratori', che non tengono gli occhi chiusi. Con queste segnalazioni e richieste che partono molto dalla nostra regione, messa al 2° posto dopo la Toscana'.

I dati delle attività di vigilanza aggiornano sui 'tassi di irregolarità in materia di lavoro, legislazione sociale e sicurezza' considerati nei vari settori economico-produttivi: il 76,6% di irregolarità pesa nelle attività del terziario e servizi; il 72,4% nelle attività edilizie ed immobiliari; incredibile il 70,8% nelle attività professionali e tecniche; il 69,5% nel trasporto; il 66,5% nel commercio; il 62,5% nei servizi di supporto alle imprese e, sottolinea il Report, nei vari settori citati le irregolarità sono 'principalmente riconducibili alle esternalizzazioni di attività dalle imprese e interposizioni illecite' di manodopera.


Il tasso generale di irregolarità valutato mediamente per ogni regione, vede l'Emilia Romagna con i due settori peggiori così rilevati: trasporto e magazzinaggio con il 74,39% e poi attività nei servizi, alloggio e ristorazione al 72,2%.

'In Emilia Romagna - prosegue CGIL Modena - la quota dei lavoratori in nero, rispetto al totale degli irregolari, raggiunge il 21%...peggio di noi ci sono Campania, Basilicata, Calabria e Toscana. Verificando la correttezza delle imprese nel ricorso agli strumenti di 'esternalizzazione delle attività produttive, cioè appalti, distacchi o somministrazioni di manodopera' hanno riscontrato tante irregolarità ai danni dei lavoratori, a partire dal settore costruzioni, poi attività manifatturiere, servizi, agricoltura, sanità e servizi sociali.  E qui da noi? Le regioni con la maggiore/peggiore concentrazione di questi reati riscontrati, vede l'Emilia Romagna al 3° posto nero, dopo Lombardia e Marche. Analogamente, le ispezioni orientate all'accertamento di casi 'di distacco transnazionale illecito' di pezzi di attività aziendale, rilevano che il tasso più pesante dei lavoratori coinvolti dalle violazioni, vede sul podio nero la regione 'al confine' Friuli e subito al 2° posto il territorio emiliano-romagnolo. Importantissimo il capitolo che si occupa della corretta contrattualità dei rapporti di lavoro, per riscontrare 'l'illecita stipulazione di forme contrattuali' ed ordinando la conseguente 'riqualificazione' a beneficio dei lavoratori. Considerando pure, tra le tante ragioni di riqualificazione, il ricorso fittizio/fasullo delle imprese 'alle tipologie contrattuali dei tirocini formativi e dell'apprendistato'.

Rispetto al totale degli operai così riqualificati contrattualmente, le regioni dove è stato accertato il maggior numero di irregolarità sono Lombardia, Umbria ed al bronzo nero l'Emilia Romagna.
Preziosa anche la vigilanza in 'materia di salute e sicurezza dei lavoratori' con rilievi pesanti in oltre 17.000 aziende, delle quali circa 1.000 qui in regione, e riscontrando, in materia, irregolarità nell'83% delle ispezioni.
Infine, il pesante riscontro delle verifiche ispettive dentro le imprese cooperative. Dei 1.024 accertamenti effettuati, il tasso di irregolarità accertato sale al 71%.

'In particolare, si è rilevato quel tema che il sindacato sta ponendo al centro di tante vertenze: l'applicazione di contratti collettivi di lavoro fasulli, sottoscritti con organizzazioni sindacali prive di reale rappresentatività, allo scopo di 'incassare una consistente riduzione del costo del lavoro'. Sfruttamento esteso sia ai soci-lavoratori che agli altri dipendenti. I settori merceologici cooperativi maggiormente colpiti vedono, tristemente, al primo posto sanità ed assistenza sociale, poi trasporto, costruzioni, agricoltura... I tassi di irregolarità riscontrati nelle false coop, vedono un 71% rispetto al totale delle ispezioni a livello nazionale e il 74% di irregolarità rilevate e denunciate in Emilia Romagna. In particolare, rileviamo l'esito peggiore a danno dei lavoratori per i rilievi previdenziali e retributivi, con l'accertamento delle gigantesche evasioni dei contributi previdenziali. Nelle regioni? La peggiore è Lombardia con un imponibile previdenziale evaso di 105 milioni e subito dopo, sul podio con l'argento nero ci sono le coop spurie della nostra regione, con 41,48 milioni'.

'Un quadro davvero sconcertante - conclude la CGIL di Modena - sia a livello nazionale e pure nelle nostre province emiliano-romagnole, ma è una realtà di cui - a parte le vertenze sindacali - praticamente nessuno discute, ne valuta le gravità sociali ed economiche, e spinge la rete territoriale delle rappresentanze imprenditoriali a porre davvero al centro degli impegni quotidiani, il dovere-diritto del lavoro pulito e regolare. Su queste urgenti e pesanti necessità, spingerà con forza la prossima manifestazione nazionale del 7 ottobre promossa da Cgil e oltre cento organizzazioni sociali, civili e culturali. Al centro di questa mobilitazione ci sono proprio i temi del lavoro: salari adeguati; rinnovi contrattuali; parità per le lavoratrici; cancellazione dei contratti fasulli riconoscendo per legge la reale rappresentanza dei sindacati; miglioramento della sicurezza e abbattimento dei crescenti incidenti sul lavoro. Soprattutto, basta col lavoro nero e la conseguente evasione/furto fiscale e contributivo che penalizza la futura pensione di lavoratrici e lavoratori'.

Redazione Pressa
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