Gli ultimi dati, aggiornati al 2022, rilevano che oltre ai 21 mila attuali e potenziali lavoratori, altre 17 mila persone di 15 anni e più sono escluse dal mercato del lavoro (inattivi), tra cui rientrano studenti, pensionati, casalinghe e altri soggetti demotivati dal contesto economico che non tentano un reinserimento occupazionale.
In media lavora il 53,2% della popolazione (tasso di occupazione): quota leggermente più bassa rispetto alla media provinciale che si attesta al 55%. Risulta lievemente inferiore anche il coinvolgimento della popolazione nel mercato del lavoro: il tasso di attività, infatti, che misura il rapporto tra forza lavoro e popolazione in età lavorativa, è pari al 55,4% rispetto al 57,9% della provincia di Modena. Nel 2022 il tasso di disoccupazione in montagna si attesta al 4,1%, mentre in provincia di Modena è il 5,1%.
Scendendo più nel dettaglio, il tasso di occupazione nel SLL di Fanano nel 2007 si attestava al 45,2% mentre nel 2022 era al 50,9%. Per quanto riguarda il SLL di Pavullo nel 2007 era al 53%, in linea con il 2022 in cui si registrava un 53,1%. Il tasso di occupazione del SLL di Pievepelago è quello che, dal 2007 al 2022, è cresciuto maggiormente, passando rispettivamente dal 43,7% al 56,2%. Anche il tasso di disoccupazione nelle aree considerate è cresciuto: nel SLL di Pavullo è passato dal 3% del 2007 al 4,1% del 2022. Nello stesso lasso di tempo, in quelli di Fanano e Pievepelago è passato rispettivamente dal 2% al 3,9% e dal 2% al 3,8%.
Negli ultimi 10 anni, come emerge dall’indagine dell’ufficio studi Lapam Confartigianato, è aumentato sia il numero di occupati sia di forza lavoro nei comuni montani, a fronte di un calo della popolazione.
«L’analisi del nostro ufficio studi – spiegano da Lapam Confartigianato – mostra un quadro ottimistico per l’occupazione nei territori appenninici. Il lavoro in montagna c’è e l’area offre diverse possibilità: motivo per cui dobbiamo agire concretamente per invogliare i giovani, ma anche gli imprenditori stessi, a dare valore a tutta la zona, investendo nel territorio, nelle infrastrutture e nei servizi così da rendere ancora più attrattiva la montagna».


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