Articoli Economia

Mirandola, domani corteo per salvare i posti di lavoro alla Bellco

Mirandola, domani corteo per salvare i posti di lavoro alla Bellco

'Vogliamo salvare il distretto dall’atteggiamento predatorio di multinazionali che mirano solo a massimizzare i profitti'


1 minuto di lettura

Si annuncia imponente il corteo per le vie cittadine di Mirandola promossa dai sindacati Cgil e Cisl insieme ai sindacati di categoria Filctem e Femca per la giornata di domani sabato 15 giugno, per ribadire il NO ai licenziamenti annunciati dalla direzione di Mozarc Bellco con la chiusura di tutti i reparti produttivi.


Con lo slogan “Giù le mani dal biomedicale!” lavoratrici e lavoratori, sindacalisti e cittadini, insieme ai lavoratori di tutte le altre imprese del distretto, sfileranno domattina per le vie di Mirandola. Il concentramento è alle ore 9.30 presso il piazzale della vecchia stazione delle corriere di Mirandola, sfilerà lungo la circonvallazione per terminare in piazza della Costituente dove ci saranno interventi da parte di sindacati e sindaci dei Comuni dell’Area Nord.
'Vogliamo salvare il distretto dall’atteggiamento predatorio di multinazionali che mirano solo a massimizzare i profitti e alla finanziarizzazione delle imprese – spiegano i sindacati - Oggi siamo tutti chiamati a sbarrare la porta ad un modo di fare impresa tossico che può ammalare il biomedicale. Quindi, non lasceremo soli le lavoratrici e i lavoratori, tutti insieme teniamo altissima l’attenzione e portiamo questo tema anche in Europa – è l’appello rivolto a partecipare a tutta la cittadinanza mirandolese - Non possiamo essere una volta di più il terreno di caccia per manager senza scrupoli'.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati