A pranzo i tavolini all'aperto di bar e ristoranti, anche di locali rinnomati in luoghi altrettanto rinnomati del centro storico di Modena questa mattina erano semivuoti. Così come i bar. Molti di questi, già aperti, hanno continuato, nonostante la possibilità da oggi nuovamente garantita, di potere consumare al tavolo, pur nel rispetto delle distanze, hanno preferito l'asporto, consumando il proprio pranzo su panchine o aree più isolate. Mentre nei negozi di abbigliamento, fino a ieri tutti rigorosamente chiusi, la scarsa presenza di clienti non ha inficiato l'entusiamo di rivedere i propri locali, la propria merce, di nuovo a disposizione del pubblica. Le tante porte aperte e le serracinesce alzate danno un segnale di speranza e fiducia a prescindere da quanti le varcano. Questa mattina, il centro, era così. Avvolto in una atmosfera quasi sospesa, quasi ancora in attesa di qualcosa che in realtà è già avvenuto. L'entusiasmo è compensato però dalla preoccupazione, per tanti. Legata ai mancati sostegni e, nonostante questo, alla realtà di dovere sostenere il peso dei costi per la riapertura in sicurezza, tasse, tributi, affitti e, per i proprietari, dell'IMU che sono rimasti tali e quali. Ai quali aggiungere il mancato recepimento, per molti dipendenti, delle cassa integrazione. E il tutto, dopo più di due mesi di incasso zero per i negozi, e di incasso ridotto o comunque tale solo da compensare le spese, per le attività di ristorazione che hanno mantenuto aperta l'attività con consegne a domicilio prima e con l'asporto poi.
Ristoranti e negozi di abbigliamento, ripartenza sottotono
Pochi clienti, in mattinata, anche nelle attività del centro. Alcuni bar non riaprono, diversi ristoranti attendono ancora. Tasse e mancati aiuti preoccupano
Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.
San Felice sul Panaro, nuovo stabilimento Piovan Food & Powders da 100 dipendenti
Vertici Hera, i compensi aumentano ancora: Iacono e Fabbri superano gli 800mila euro a testa
'Smart working? Così si ferma l’economia, non certo il caro carburanti'
Uil Modena: 'Aumento dividendi Hera, il Comune li destini a chi è in difficoltà'
Articoli Recenti
Modena, sciopero delle farmacie private: dottori pagati 2mila euro lordi
Negoziati Iran-Usa in fumo, Franchini (Ruote Libere): 'Non serviranno scioperi, saranno i costi a fermare i camion'
Continua la folle corsa del Diesel, a Modena superato il differenziale di 40 centesimi dalla benzina
La Cisl insiste e scrive ai sindaci modenesi: 'Serve più smart working contro il caro carburante'


.jpg)
