All'indomani dello sciopero dei lavoratori di venerdì che ha interessato la grande distribuzione, compresi colossi come Coop Alleanza 3.0, le distanze tra lavoratori, sindacati e dirigenza coop rischiano di rimanere sempre più marcate. Distanze che si rivelano anche nei numeri sull'adesione. Che i sindacati hanno descritto all'80%, mentre Coop Alleanza 3.0 al 20%. 'Una percentuale - si legge in una nota - inferiore a quella registrata nel 2015'. Distanza nei numeri che rischia di continuare a riflettersi nei contenuti del confronto, o meglio dello scontro, che hanno portato alla mobilitazione di ieri. Contenuti che ruotano intorno al mancato rinnovo di un contratto bloccato da 4 anni. Un rinnovo che oggi Coop Alleanza 3.0, dopo avere nuovamente giudicato lo sciopero come irresponsabile, afferma di volere portare avanti, ripartendo dalla 'disponibilità a proseguire per una rapida chiusura della trattativa' sulla base di una proposta 'chiara e distintiva'
'Primaria missione della cooperazione di consumatori - afferma la dirigenza Coop Alleanza 3.0 - è quella di salvaguardare la propria capacità competitiva garantendo a soci e clienti un adeguato servizio e tutelando così anche l'occupazione.
Malgrado la chiarezza della proposta, si registra una fase di stallo aggravata ancora di più dallo sciopero. Anche in questa particolare circostanza le cooperative confermano ancora una volta la volontà di rinnovare un contratto scaduto da 4 anni, salvaguardando la propria distintività sociale'


.jpg)
