'I sindaci della provincia di Reggio Emilia hanno scelto il rispetto senza se e senza ma di quanto ha stabilito la Magistratura contabile. Una grande notizia che posa la prima pietra per costruire un trasporto pubblico locale efficiente e ben governato dal nostro territorio, rimasto per troppo tempo alla finestra'. Così Rosamaria Papaleo, leader di Cisl Emilia Centrale, commenta
la svolta di Act, l’azienda che raggruppa tutti i comuni reggiani, la cui assemblea dei soci ha preso carta e penna mettendo nero su bianco al Presidente della Regione l’intenzione di entrare in campo per riprendere il controllo di Seta. 'Lo scorso dicembre, dopo la deliberazione rivoluzionaria della Corte dei Conti, avevamo chiesto agli amministratori una forte presa di posizione, nel segno del rispetto delle norme e anche della loro autotutela, in vista di un doloroso danno erariale valutabile in tanti milioni di euro. Perché, cito i giudici della Corte, ‘l’inerzia o il disinteresse dei soci pubblici configura una mancata assunzione di responsabilità'. La mossa dei sindaci reggiani, nata soprattutto grazie alla spinta di un asse di alcuni Comuni della provincia e del Presidente Zanni, ribalta il tavolo, cancella timidezze pregresse e costruisce un'alleanza solida con Modena e Piacenza.
Alleanza che porta diritti alla nascita di un patto di sindacato, che potrà consentire ai soci pubblici di Seta di riprendere il buon governo dell’azienda'. Buon governo di cui c’è bisogno qui e ora. Per due buone ragioni. Primo: 'E’ incredibile che una società partecipata dal Comune, che deve rispettare precisi obblighi di trasparenza fissati dalle norme richiamate dai Magistrati, fino ad ora si sia rifiutata di fornire tutte le informazioni strategiche al sindacato e pure ai soci pubblici. Informazioni legate alle condizioni di lavoro, alla situazione finanziaria, debitoria, di esposizione verso le banche. Le prime notizie di stampa parlano di un esercizio 2025 che si è chiuso con un passivo di circa 3 milioni di euro, e in queste scenario, consideriamo francamente improponibile l’ipotesi di un aumento del costo dei biglietti. Colpirebbe i pendolari, creerebbe ancora più disaffezione verso il trasporto pubblico e non è chiaro quanto questi soldi, quantificati in poco meno di 2 milioni di euro all’anno, servano per migliorare il servizio e non solo per fare cassa col portafoglio della gente'.Secondo: l’alleanza tra Reggio, Modena e Piacenza, ora davvero a portata di mano, permette di guardare con chiarezza anche al progetto della annunciata società unica regionale: 'Se il
nostro territorio riprenderà il controllo di Seta facendo valere la sua maggioranza dentro al Consiglio d’Amministrazione, potrà entrare nella società unica con poteri veri e strumenti di tutela per la qualità del servizio e del lavoro, a cominciare da quello degli autisti', Papaleo ne è certa.Ora Cisl chiede ai sindaci reggiani di non fare passi indietro, di non bloccare questo cambiamento possibile. 'La scelta è semplice: da un lato ci sono un grande futuro industriale indicato dalle norme del testo unico delle società partecipate e da tre atti della Magistratura, che dal 2021 indica la strada e adesso ha scritto un aut aut. Dall’altro lato c’è la conservazione dell’esistente, che ha ampiamente dimostrato di essere dannosa per i cittadini e per i lavoratori', chiosa Papaleo.