La missiva è la prima risposta politica alla deliberazione n.163/2025 della Corte dei Conti, adottata il 18 dicembre scorso, che ha acceso un faro critico sulla governance e sugli assetti di controllo di Seta spa. ACT richiama la necessità di recepire con rigore e responsabilità quanto indicato dai magistrati contabili, sottolineando come sia indispensabile mettere i soci pubblici nelle condizioni di esercitare davvero, in modo formale e sostanziale, il proprio ruolo di indirizzo e vigilanza su un servizio pubblico essenziale.
Nel testo si parla apertamente di una riforma della governance e dello statuto di Seta, indicando che qualsiasi progetto di società unica regionale non può prescindere dal rafforzamento del controllo pubblico. I Comuni chiedono regole chiare, poteri effettivi e un sistema che garantisca trasparenza e responsabilità nella gestione.
ACT propone inoltre un confronto con la Regione per definire iniziative concrete, anche di tipo statutario, per correggere l’attuale assetto. Un segnale politico forte: i soci non intendono restare spettatori, ma vogliono tornare protagonisti nella guida del trasporto pubblico. La lettera segna così un passaggio delicato nei rapporti tra territori, Regione e Seta: dopo la scossa della Corte dei Conti, arriva la prima reazione compatta dei Comuni reggiani per ridisegnare il governo della mobilità locale.

