“Siamo pronti a mobilitarci – hanno detto i sindacalisti Fillea Cgil e Feneal Uil – e a portare a Roma (la piazza dove converge l’Emilia Romagna) centinaia di lavoratori modenesi contro la sospensione dei bonus. Si tratta di una scelta sbagliata contro il lavoro, l’ambiente e la sicurezza”.
Per i sindacati le scelte del Governo Meloni rischiano di provocare una vera bomba sociale in edilizia e per l’intera economia vista la funziona anticiclica del settore edile e l’effetto moltiplicatore dello sviluppo poiché 1 euro investito in edilizia equivale a 3 euro in economia reale.
I bonus edili rischiano di diventare accessibili solo ai ricchi se non verranno apportati correttivi al Decreto 11/2023. Per questo i sindacati rilanciano la loro proposta di mantenere la cessione dei crediti e lo sconto in fattura per i redditi fino a 30.000 euro, per le ristrutturazioni di condomini di periferia e le case popolari.
Deve essere garantito urgentemente lo sblocco dei crediti incagliati e una strutturale politica che percorra i binari tracciati dall’Agenda Onu 2030 e dalle Direttive UE: rigenerazione, riqualificazione urbana ed efficentamento energetico.
“Occorre garantire la rigenerazione del patrimonio urbano esistente obsoleto e vetusto - spiegano i sindacalisti Fillea e Feneal – perciò è urgente una legge quadro di rigenerazione urbana che metta al centro il contratto collettivo di lavoro e una politica industriale, ripristinando il divieto del subappalto a cascata per garantire maggiore qualità del lavoro, qualificazione delle imprese, utilizzo di nuovi materiali e tecniche costruttive, con attenzione alla sicurezza nell’intero settore”.
I dati delle Casse Edili di Modena dimostrano come il superbonus 110% e i bonus edilizi abbiano fatto crescere il settore del 30% in addetti, passando da 8.000 a 12.000 addetti, la massa salariale che è passata da 80 a 110 milioni di euro, e l’aumento delle aziende con un + 30% di aziende iscritte in Cassa edile. Questa importante crescita del settore verrebbe vanificata con un decreto legge qualora non fosse modificato. Un incremento che nei contributi alla cassa che è andata in parallelo con l'aumento degli infortuni.

