Al tavolo sono presenti i sindacati, i vertici dell'azienda, l'assessore al lavoro dell'Emilia-Romagna Vincenzo Colla, la sottosegretaria Fausta Bergamotto e il sindaco di Mirandola, Letizia Budri. 'Il ministero è fortemente intenzionato a presidiare i siti industriali del Paese e ad accompagnare ove necessari le riconversioni industriali, affinché l'Italia mantenga una produzione manifatturiera e industriale a cui non vogliamo rinunciare', ha assicurato Urso.

'La mia presenza oggi al tavolo voleva rappresentare non solo Mirandola, ma l’intero territorio perché i lavoratori di Bellco sono cittadini delle nostre comunità e l’impegno che ci siamo presi con i loro è quello di “esserci sempre”, per tenere più alta possibile l’attenzione, tanto nelle relazioni con la Regione e con il Ministero, quanto a livello di presenza mediatica' - ha detto la Budri.
'Abbiamo partecipato al tavolo ministeriale di crisi per la ex Bellco di Mirandola, e riteniamo sia fondamentale garantire la continuità di un presidio produttivo strategico per il Paese e il distretto Biomedicale di Mirandola. Un presidio garantito prima di tutto dai lavoratori e dalle lavoratrici, le cui professionalità rappresentano un patrimonio di grandissimo valore'. Così Andrea De Maria e Stefano Vaccari, deputati del Partito Democratico. 'La Regione Emilia-Romagna ha operato con grande efficacia, e il tavolo di oggi segue quello regionale, in vista della prossima convocazione del tavolo nazionale per il 17 settembre. Sarà fondamentale che, a tutti i livelli, le istituzioni operino in massima sinergia, come sta accadendo, e che l'attuale proprietà faccia fino in fondo la propria parte accompagnando il processo di reindustrializzazione e mantenendo l’impegno a non adottare iniziative unilaterali verso i dipendenti' - chiudono De Maria e Vaccari.
'Registriamo un avanzamento nel percorso aperto dagli accordo regionale del 26 giugno scorso, oggi pienamente confermato e rafforzato. Percorso che si sta iniziando a riempire di contenuti operativi, col supporto chiaro e forte confermato dal Ministero e dalla Regione Emilia-Romagna.
'E significativo che l’azienda oggi abbia accettato di mettere a disposizione gli asset ad un prezzo che favorisca l’ingresso di un acquirente con vocazione industriale appartenente al settore biomedicale, anche se dovesse essere un’azienda concorrente' - aggiungono Lisa Vincenzi (Filctem Cgil Modena) e Alberto Suffritti (Femca Cisl Emilia Centrale).
'Per assicurare alla ex Bellco un futuro solido si deve ripartire da un punto fermo: una reindustrializzazione del sito che garantisca continuità produttiva e ne salvaguardi l’occupazione, senza nessun altro atto unilaterale da parte della proprietà. E’ quanto avevamo definito al tavolo regionale del 26 giugno e che oggi è stato confermato, trovando la condivisione e il supporto del Ministero'.
Così l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla.
'Mi sembra che le istituzioni, assieme alle organizzazioni sindacali, condividano – ha aggiunto Colla - che occorra un percorso chiaro, con tempistiche precise, che non spengano la forza propulsiva dell’azienda affinché non si disperdano le competenze dei lavoratori e senza dissipare il valore aziendale oggi riconosciuto dal mercato. Condividiamo la richiesta del Ministero di una interlocuzione diretta da parte dell’azienda, dei suoi soci, con imprese del settore. Questo per accelerare il percorso e aprire una nuova fase per il futuro dello stabilimento e l’occupazione dei lavoratori -ha aggiunto Colla. – Ma abbiamo respinto come inaccettabile la richiesta dell’azienda di mettere sul tavolo il tema degli ammortizzatori sociali: per noi possono rappresentare un eventuale strumento di supporto, ma non un obiettivo da perseguire'.
La Regione, inoltre, ha chiesto certezze sul mantenimento a Mirandola del centro di ricerca 'che rappresenta una garanzia per trovare una soluzione industriale - ha aggiunto l’assessore. - Contemporaneamente è fondamentale capire dove sta andando il settore biomedicale e nello specifico il distretto di Mirandola, perché vediamo un rischio emulativo da parte di altre imprese, e le dinamiche delle multinazionali'. Infine, l’assessore ha ribadito al ministro Urso la questione del payback, 'che rischia di mettere in ginocchio tante realtà del settore'.


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