Per accelerare le procedure il DPCM – sottolinea Coldiretti – riserva alle Associazioni datoriali 15.000 quote sulle 40.000 previste, che saranno utilizzate a “scorrimento” rispetto alle domande già presentate alla data di pubblicazione del DPCM.
Le quote previste dal DPCM integrativo – precisa Coldiretti - sono state già ripartite, con apposita circolare tra gli Ispettorati territoriali del lavoro, le Regioni e le Province autonome dalla DG-Immigrazione del Ministero del Lavoro sulla base delle effettive domande pervenute agli Sportelli Unici per l’immigrazione e del fabbisogno segnalato a livello territoriale.
“Sono molti i ‘distretti agricoli’ in cui i lavoratori immigrati sono una componente essenziale e bene integrata nel tessuto economico e sociale – aggiunge Nicola Bertinelli, presidente di Coldiretti regionale – Come nel caso della raccolta della frutta in Emilia Romagna”.
In Italia – sottolinea Coldiretti – un prodotto agricolo su quattro viene raccolto da mani straniere con 358mila lavoratori regolari provenienti da ben 164 Paesi diversi che sono impegnati nei campi e nelle stalle fornendo più del 30% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore, secondo il Dossier Idos.
“I lavoratori stranieri occupati in agricoltura – conclude Marco Allaria Olivieri, direttore di Coldiretti Emilia-Romagna – sono per la maggior parte provenienti da Romania, Marocco, India e Albania, ma ci sono rappresentanti di un po’ tutte le nazionalità. Si tratta soprattutto di lavoratori dipendenti a tempo determinato che arrivano dall’estero e che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese spesso stabilendo delle durature relazioni professionali oltre che di amicizia con gli imprenditori agricoli”.
Un prodotto su 4 raccolto da stranieri: via libera all'ingresso di 40.000
Lo rende noto la Coldiretti. In Gazzetta Ufficiale il DPCM che integra i flussi stagionali in occasione dell’avvio della stagione della raccolta delle mele e della vendemmia
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