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Paradosso italiano: predicare pace e continuare guerra a non vaccinati

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Per mesi la bocca, gli scritti, i social di coloro che oggi predicano 'pace' sono stati occupati da attacchi diretti a una parte di italiani


Paradosso italiano: predicare pace e continuare guerra a non vaccinati

Nella retorica tanto cara ai cattolici, molti dei quali sventolano oggi la bandiera politica del Pd, i costruttori di Pace iniziano sempre a lavorare per la Pace nella propria realtà. Nella propria comunità. Tra i vicini insomma. 
E allora negli infiniti paradossi che hanno piegato la storia recente del nostro Paese, vi è anche questo. I portabandiera della Pace in Ucraina, una pace ovviamente da tutti (nessuno escluso) auspicata, sono gli stessi che fino a ieri, all'intero dei patrii confini hanno usato tutta la retorica bellica a loro disposizione per condannare una fetta di cittadini. Di fratelli, amici, compagni di lavoro, colpevoli di non aver aderito a una campagna vaccinale non obbligatoria.

Costoro, i perfidi 'no vax' sono stati chiamati coi peggiori epiteti, sono stati isolati e posti agli arresti domiciliari di fatto. Per loro è stato addirittura evocato il piombo di Bava Beccaris da un ex parlamentare bolognese.
Per mesi la bocca, gli scritti, i social di coloro che oggi predicano 'pace' sono stati occupati da attacchi diretti a una parte di italiani. E oggi, senza nessuna vergogna, senza scrupolo alcuno, gli stessi bellicosi anti-no Vax, vestono i panni dei novelli San Francesco predicando amore e pace oltre i confini italiani. Con colombe e ramoscelli di ulivo, con abbracci e strette di mano dimentiche del Covid. Una pace peraltro legata a doppio filo a una bandiera di uno Stato, una pace paradossalmente pronta a usare le armi.
Il tutto mentre, solo in Italia, continua la guerra contro i non vaccinati che ad oggi, nonostante le timide aperture di ieri del sottosegretario Costa, continuano a non poter lavorare se ultracinquantenni.

Il parallello non è ardito. Non lo è perchè il protagonista di quella che è stata definita ripetutamente (e in modo assolutamente colpevole) la 'guerra' contro il Covid è stato lo stesso generale Figliuolo che oggi guida la missione italiana ai confini dell'Ucraina (qui). Stessa divisa militare, stessa penna sul cappello. Sempre lui insomma. Ieri volto della 'guerra' contro il Covid trasformata nella 'guerra' contro i non vaccinati, oggi volto della 'missione di pace' per l'Ucraina.

Ai bambini delle scuole Medie le insegnanti oggi chiedono di fare disegni per la fine del conflitto in Ucraina, scattano fotografie dall'alto con file di studenti che vanno a formare la scritta Pace. Lo fanno dicendo che ognuno, nel suo piccolo, può lavorare per arginare e sanare i conflitti. Per pacificare la sua vita e quella delle persone care. Questo insegnano le insegnanti.
Questo accade in un Paese dove, ancor oggi, gli stessi bambini, per volontà del Governo, non possono salire sul bus o giocare calcio se non vaccinati per volontà dei genitori.
E allora, forse, è tempo di fare la pace con noi stessi, con la nostra vita, con i nostri fratelli. E' tempo che il Governo chieda scusa ed elimini definitivamente ogni discriminazione nei confronti di una fetta di cittadini, è tempo che chi ha usato parole di odio contro un nemico creato ad arte chieda perdono.

E allora, solo allora, sarà possibile rimuovere la polvere dai nostri ipocriti sepolcri imbiancati e, umilmente, provare a esportare oltreconfine, senza bandiere di Stati disegnate sul volto, quel briciolo di pace costruita in casa nostra.
Giuseppe Leonelli



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