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Modena, il prefetto supera il sindaco a sinistra: 'Nessuna emergenza sicurezza'

Modena, il prefetto supera il sindaco a sinistra: 'Nessuna emergenza sicurezza'
Modena, il prefetto supera il sindaco a sinistra: 'Nessuna emergenza sicurezza'

'Sulla paura io non posso interagire. Quello che posso dire è che con serenità dobbiamo mantenere le nostre agibilità'

'Sulla paura io non posso interagire. Quello che posso dire è che con serenità dobbiamo mantenere le nostre agibilità'


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Se il sindaco di Modena Massimo Mezzetti cercava una 'copertura' istituzionale sull'operato della sua giunta sul fronte sicurezza, lo ha trovato. Anzi forse ha trovato una sponda ben superiore alle sue aspettative.
Due giorni fa, forse anche alla luce del sondaggio del Sole24Ore che lo vedeva perdere consenso, Mezzetti aveva chiamato in causa lo Stato e le forze dell'ordine. 'Mi aspetto maggiori controlli, soprattutto in centro, dove stiamo portando tante iniziative. Porterò con determinazione la questione nella riunione in Prefettura' - aveva detto il sindaco. Un modo per sottolineare ancora una volta come i poteri del sindaco siano limitati e come il garantire la sicurezza sia un dovere in primis dello Stato.

Ebbene, oggi lo Stato ha parlato e lo ha fatto in modo chiaro con il Prefetto. 'Modena non è una realtà nella quale c'è una emergenza sicurezza. Sulla paura io non posso interagire - ha detto Fabrizia Triolo -. Quello che posso dire è che con serenità dobbiamo mantenere le nostre agibilità probabilmente con qualche atteggiamento di prudenza e di accortezza personale, ma quello che succederebbe in tutti i luoghi del mondo'. Insomma, il problema sicurezza non è una emergenza e il problema è prima di tutta la 'paura' delle persone: se non siamo alle famose 'percezioni' poco ci manca.
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Insomma la Triolo ha superato Mezzetti a sinistra e senza mettere la freccia.

Ecco, se per lo Stato non esiste il problema sicurezza, allora perchè dovrebbe esistere per il sindaco? Cosa farà ora il centrodestra? Dirà che il prefetto, espressione di uno Stato oggi governato dal centrodestra, afferma castronerie? Evocherà ronde, taser, militari per strada, polizia locale a ogni angolo di strada?

Se Mezzetti ha ottenuto la copertura che cercava, se davvero come dice il prefetto la situazione sul fronte sicurezza è sotto controllo, allora non serve nemmeno il rimpasto di giunta, non serve rischiare di sostituire la Camporota per poi trovarsi un altro esponente dell'inviso Pd in giunta, non serve promuovere il fedelissimo Zanca e non serve ridistribuire le deleghe. Si va avanti così.

Ma ad una condizione. Che i problemi atavici di Modena, quelli che non fanno gridare allo scandalo quotidianamente ma che paralizzano da anni la città, vengano finalmente affrontati. O quantomeno riconosciuti. Senza il fardello di una costante pressione sul tema sicurezza, la giunta si può concentrare nel rendere Modena davvero libera, da quel Sistema di potere che esclude ogni soffio difforme, che unisce potere politico, istituzioni e una fetta di economia.
Libera di riconoscere il fenomeno mafioso che la stritola senza ridurlo a slogan.
Libera di accogliere voci diverse, dando spazio a un'informazione non piegata o che almeno tenta di non piegarsi. Libera da una ricchezza che nei decenni non ha restituito quasi nulla al territorio che ne è stata culla. Insomma, senza la scusa di doversi per forza concentrare solo su furti e rapine, rasserenato dall'idea che per lo Stato va tutto bene così o quasi, Mezzetti insieme alla sua giunta può costruire una città diversa. O almeno può immaginarlo, indicando un respiro fresco oltre la cappa di caldo e conformismo. Serve coraggio certo, si rischia di perdere consensi e di non essere compresi. Ma ne vale la pena. Forse.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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