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Accoltellato e abbandonato in strada, fermati due clandestini

Accoltellato e abbandonato in strada, fermati due clandestini
Accoltellato e abbandonato in strada, fermati due clandestini

I Carabinieri hanno chiuso il cerchio sugli autori del tentato omicidio di un senegalese nella notte tra il 6 ed il 7 aprile a Concordia


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Due marocchini clandestini fermati, lo zio di uno di loro arrestato per averli favoriti nella loro latitanza, e la stessa vittima di una violenta aggressione arrestato. Il tutto al termine delle complesse indagini che in due settimane  hanno portato i Carabinieri della compagnia di Carpi e della stazione di Concordia a chiarire la dinamica, così come l'identità delle vittime e dei responsabili, del grave fatto di sangue avvenuto nella notte tra il 6 ed il 7 aprile scorso all'interno, e nelle vicinanze, di un casolare abbandonato in via Griffona, in località Vallalta di Concordia sulla Secchia. 

Qui due marocchini, clandestini, e tre senegalesi, anch'essi clandestini, che racconteranno ai Carabinieri di essersi trovati per accordarsi sull'improbabile compravendita di alcuni elettrodomestici, si sono scontrati in una violenta lite. Uno dei due marocchini, che nel casolare aveva il suo rifugio, estrae un coltello da cucina (nel riquadro dell'immagine), e si scaglia su uno dei senagalesi trafiggendolo all'addome con numerosi colpi. I due connazionali, amici della vittima, tentano di difenderlo ma rimangono a loro volta feriti. I tre optano per la fuga. Salgono sull'auto con la quale avevano raggiunto il casolare ma dopo pochi metri, sulla via Griffona, complice l'agitazione e la paura, l'auto con a bordo l'uomo che perde copiosamente sangue finisce fuori strada.
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I tre escono dall'auto ma per l'uomo con le ferite più gravi proseguire a piedi è impossibile. I due amici chiamano il 118 e lo abbandonano sulla strada, per poi allontanarsi all'arrivo dell'ambulanza. Ancora pochi istanti e per l'uomo lasciato a terra non ci sarebbe stato più nulla da fare. A seguito delle profonde ferite sarebbe morto dissanguato. I sanitari lo trasportano all'ospedale di Baggiovara dove sopravvive, ma dei due 'amici' nessuna traccia, così come dei loro aggressori.  

Iniziano le indagini dei Carabinieri che sabato pomeriggio giungono ad un importante risultato. 'Grazie allo straordinario lavoro dei militari della stazione di Concordia - ha sottolineato il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Carpi Alessandro Iacovelli nel corso della conferenza stampa tenuta presso il Comando provinciale dell'Arma alla presenza del comandante della stazione di Concordia Armando Corsetti e del nucleo radiomobile della Compagnia di Carpi Franco Falchi - si è arrivatoi all'individuazione dei due pregiudicati marocchini, clandestini, di 32 e 36 anni. I due, dopo l'aggressione, si erano nascosti trovando rifugio in diversi alloggi, tra Modena e Bomporto. Qui, in particolare, i due erano stati raggiunti dallo zio di uno di loro, 42 enne, che li riforniva di cibo, sigarette e di informazioni sulle indagini.
Ad incastrare lui, il nipote e il suo complice, un bonifico da 300 euro  arrivato dalla fidanzata, di uno dei due fuggitivi, residente a Trieste, per pagargli il viaggio in treno ed il sostentamento durante la fuga i Friuli, dove avrebbe tentato di fare perdere le proprie tracce. 
Ed è proprio alla luce del pericolo di fuga che la Procura ha emesso il fermo eseguito dai Carabinieri nei confronti dei due. Uno bloccato a Bomporto ed uno in viaggio verso Modena. Nel frattempo le indagini svelano anche che il senegalese vittima dell'aggressione, anch'esso clandestino, di 36 anni, è oggetto di una ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura di Venezia per estorsione aggravata e continuata. Anche per lui, ora ancora ricoverato al Policlinico di Modena, scatta l'arresto. E il cerchio si chiude, anche sul movente che a differenza della testimonianza presumibilmente concordata dei protagonisti, è legata ad un diverbio connesso al traffico di sostanze stupefacenti anche se nel casolare abbandonato non viene rinvenuta droga.
Nei controlli i Carabinieri rinvengono però una pistola caricata a salve, all'interno dell'auto dei tre senegalesi in fuga.

Nella foto la conferenza stampa di questa mattina presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Modena. 
Nel video il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Carpi Alessandro Iacovelli, illustra i particolari dell'operazione


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