Dopo le trattative di ieri che a livello istituzionale (con l'intervento del presidente della Regione e della Prefettura), hanno di fatto rinviato la procedura di sgombero annunciata ieri mattina, l'ora X per mettere forzatamente fine al presidio fisso (da due giorni sfociato nel blocco delle merci dallo stabilimento), sembra arrivata.
Auto dei carabinieri e mezzi speciali della Polizia sono giunti presso il piazzale dello stabilimento dove i lavoratori licenziati dalle cooperative spurie stanno manifestando da circa 3 mesi.
Al momento non è stata attuata alcuna azione ma la presenza dei reparti speciali fa pensare che l'azione sia imminente e che almeno il blocco delle merci in entrata ed in uscita possa essere rimosso a breve.
'Che si prepari il blitz degli apparati di sicurezza contro i lavoratori? Tutto ciò sarebbe inaccettabile e ingiustificabile' - segnala nel frattempo un post della Cgil Emilia-Romagna.
Mentre Liberi e Uguali in un video nel piazzale della Castelfrigo polemizza col deputato modenese Pd Matteo Richetti.
'Come mai Richetti dopo le passeggiate di San Geminiano con la Lorenzin e con De Vincenti, non accompagna questi candidati alla Castelfrigo per difendere i diritti dei lavoratori?', si chiede per LeU il candidato Diego Capponi rifacendosi agli appuntamenti elettorali recenti degli avversari.
'I blindati della Polizia sono arrivati al presidio della Castelfrigo a Castelnuovo Rangone - scrive in una nota Potere al Popolo -.
Davanti alla fabbrica circa 200 tra lavoratori e attivisti picchettano gli ingressi all'azienda per impedire l'entrata e l'uscita delle merci come risposta all'ennesima provocazione di una proprietà spregiudicata che ha stracciato l'accordo sindacale sottoscritto in regione poche settimane fa. I nostri candidati e i nostri militanti sono sul posto assieme ai lavoratori. L'iniziativa promossa dai lavoratori e dalla Flai Cgil è sacrosanta, e Potere al Popolo auspica che la Polizia non intenda usare la forza per sgombrare il presidio. Anzi, invitiamo la Polizia ad intervenire, ma nei confronti di una proprietà che tratta i lavoratori come nemmeno facevano i padroni delle ferriere'.


