Evidentemente non riusciva ad accettare il fatto che la sua compagna se ne fosse andata dalla casa in provincia di Bologna dove convivevano con la loro figlia minore, trasferendosi, dopo la rottura della loro relazione, a casa di una sua amica, modenese. Luogo che l’uomo, un 46 enne di origine siciliana, aveva però individuato e che era solito raggiungere allo scopo di incontrare la ex tentando di riavvicinarla a lui e farla ritornare sui suoi passi.
Per settimane i tentativi si sono svolti con modi cortesi, invitando la donna ad uscire, a parlare con lui e regalandole fiori, fino al cambio di atteggiamento. Le richieste, seppur cortesi, diventano sempre più insistenti, nonostante il rifiuto, altrettanto cortese di lei di assecondare le sue richiesta. Lui si sente respinto, vede sfumare definitivamente la possibilità di riconquistarla e di perdere con lei anche la figlia. Diventa violento. La sua presenza anche nei pressi della casa, ed i tentativi di incontrarla diventano sempre più insistenti, fino a trasformarsi in vere e proprie molestie. Che sfociano in minacce verbali di morte ed in un tentativo di aggressione. Il giorno 8 agosto l’uomo raggiunge la porta di casa dell’amica dove la donna si è trasferita, bussa e alla richiesta respinta di aprire, tenta di sfondare la porta con spinte e calci. La porta viene danneggiata ma regge. Vengono chiamati i Carabinieri che quando arrivano non trovano l’uomo sul posto ma che svolgono gli accertamenti. I rilievi entrano a fare parte dei documenti consegnati all’autorità giudiziaria che emette dopo due settimane emette nei suoi confronti il divieto di avvicinamento alla donna e ai luoghi da lei frequentati. In caso di violazione l’uomo rischierebbe il carcere.
Dalla 'corte' alla minaccia: ora non potrà avvicinarsi alle ex
Denunciato dai Carabinieri, rischia il carcere in caso di violazione del divieto. Lei, 38 enne marocchina, andata via di casa, era ospite di una amica a Modena
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