La giovane ha riferito poi agli agenti della Squadra Volante che durante tutte le fasi della rapina, durata circa un’ora e mezza, l’uomo le ha intimato di non guardarlo in volto obbligandola ad indossare un paio di occhiali da sole per non essere in seguito riconosciuto, prendendole, il telefono cellulare per impedirle di chiamare le forze di polizia. Polizia che la vittima è riuscita a contattare intorno alle 6.
Le indagini sono scattate immediatamente. Grazie alla visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche il personale della Polizia di Stato è riuscito non solo ad avere riscontri del racconto della donna, ma anche ad individuare l'uomo, già conosciuto alle forze dell'ordine per precedenti penali in materia di stupefacenti, reati contro il patrimonio e la persona. Fondamentali nelle immagini alcuni elementi riconoscibili dell'abbigliamento indossato dal rapinatore durante la commissione del reato e il colore e modello della bicicletta da lui utilizzata nell’occasione.
Giovedì 13 luglio la Squadra Mobile di Modena ha così proceduto al fermo dell'uomo per rapina pluriaggravata. L'uomo è irregolare sul territorio italiano, senza fissa dimora e con numerosi precedenti penali in materia. Nonostante i precedenti ed il suo stato, era ospite abituale di una struttura di accoglienza con sede a Modena dove occasionalmente si recava per mangiare, vestirsi e custodire i propri i effetti personali all’interno di alcuni armadietti. Ed è proprio dentro ad uno degli armadietti che è stato rinvenuto uno zaino con all’interno l’identico abbigliamento (berretto, maglia e scarpe da ginnastica) indossato durante la rapina perfettamente coincidente a quello ritratto nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza cittadina.
L’uomo, accompagnato in Questura, ha poi mostrato cicatrici su una mano e su un avambraccio perfettamente coincidenti a quelle descritte dalla giovane vittima.
A seguito del foto-segnalamento è stato accertato che l’uomo aveva declinato numerose identità diverse in occasione di precedenti foto-segnalamenti riportando condanne definitive sotto falso nome.
Ora il magrebino si trova in carcere. Oggi, all’esito dell’udienza e dell’interrogatorio, il Gip ha convalidato il fermo.



