Articoli La Nera

Maxi sequestro di materiale in avorio a Mercanteinfiera

Maxi sequestro di materiale in avorio a Mercanteinfiera

Il valore del materiale sequestrato supera i 200.000 euro: anche uno scettro ecclesiastico intarsiato in vendita a 40.000 euro


1 minuto di lettura

Blitz contro il commercio illegale di avorio alla manifestazione 'Mercanteinfiera' di Parma, dove i Carabinieri hanno sequestrato 172 oggetti e denunciato 11 persone. I militari del Nucleo Carabinieri Cites di Modena, affiancati dai colleghi Cites di Bologna e Forlì-Cesena e dal raggruppamento Carabinieri Cites di Roma, oltre che dal Nipaaf dei Carabinieri Forestali di Parma e Modena, sono entrati in azione il 18 marzo. Il valore del materiale sequestrato supera i 200.000 euro: non mancano uno scettro ecclesiastico intarsiato in vendita a 40.000 euro, marotte da giullare a 15.000 euro, un pettine in avorio lavorato a 4.000 euro, una zanna lavorata a 15.000 euro poi numerose sculture in avorio, crocifissi e oggetti di vario genere per valori dai 100 euro a oltre 6.000.
Dagli accertamenti, in particolare, è emerso che i pezzi d'antiquariato sequestrati, derivanti dalle zanne di elefante, sarebbero tutti privi della prescritta documentazione necessaria per la detenzione e la vendita. Si tratta di una circostanza che, se provata, integrerebbe gli estremi di un reato per il quale è prevista la pena dell'arresto da sei mesi a due anni, con ammenda da 15.000 a 150.000 euro. L'avorio infatti, oltre ad essere un elemento costitutivo di opere d'arte che possono arrivare a costare anche decine di migliaia di euro, è sottoposto alla tutela della Cites, la Convenzione di Washington che disciplina il commercio internazionale di specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Mivebo

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati