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Aggrediscono i compagni di comunità: quattro minori tunisini denunciati

Aggrediscono i compagni di comunità: quattro minori tunisini denunciati

In gruppo hanno aggredito due minori di origine pakistana, ospiti della stessa struttura. Interviene la Polizia di Stato. Gli aggressori, già conosciuti per altri reati, sono stati trasferiti in atra struttura ma nessuna restrizione nei loro confronti


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Denunciati in stato di libertà per lesioni personali aggravate in concorso sono stati trasferiti dai responsabili della struttura presso diverse comunità di accoglienza. Si tratta di quattro minori stranieri di origine tunisina, accolti in una struttura a Modena.
L'allarme alla Polizia di Stato è scattato alle 13 di ieri, da un operatore della comunità che segnalava lo scontro tra alcuni ragazzi. Gli agenti della Squadra Volante giunti sul posto, hanno subito rintracciato gli autori, due dei quali si erano allontanati a seguito dell’intervento delle Forze dell’Ordine per poi rientrare subito dopo in comunità.

Lo scontro, nato per cause relative alla convivenza tra i coinvolti, ha visto la partecipazione di quattro minori tunisini che hanno aggredito due giovani pakistani.
Gli aggressori, due dei quali già conosciuti a questi Uffici della Questura per altri episodi, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà.

Le reazioni

Giacobazzi e Platis (Forza Italia): 'Gravissimo episodio che purtroppo non stupisce. Le verifiche sulle strutture di accoglienza non possono attendere, per la sicurezza di tutti’

In merito all’aggressione da parte di minori stranieri non accompagnati all’interno di una comunità di Modena, sono intervenuti il Capogruppo di Forza Italia a Modena e il Consigliere provinciale di Forza Italia Antonio Platis.
“Le condizioni di sicurezza
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e di convivenza all’interno delle strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati vanno verificate costantemente e bisogna avere il coraggio di agire nel momento in cui spazi, operatori a disposizione e numero degli ospiti non sono tali da garantire la sicurezza. Da tempo, già dalla nostra segnalazione fatta sul numero non rispettoso degli standard previsti di operatori per ospite al San Filippo Neri, dove era ospitato un 16enne pakistano ucciso in una aggressione, abbiamo ripetutamente segnalato i rischi legati al sovraffollamento delle strutture e alla difficoltà e all’impossibilità di garantire una adeguata gestione dei minori, soprattutto di quelli devianti. Non si può derogare alla sicurezza degli operatori e degli ospiti. E non si può aspettare conseguenze più gravi di quelle già gravissime legate all’ultima aggressione”.
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