I controlli posti in essere dalla Compagnia di Modena hanno quindi consentito di accertare come il servizio offerto dalla cooperativa tramite i “fattorini in bicicletta” fosse reso in dispregio delle vigenti normative in materia di lavoro.
I riders, ai quali fra l’altro veniva corrisposto lo “stipendio” in contanti, sottoscrivevano infatti contratti di collaborazione (meglio noti come co.co.co.) non rispondenti né alle reali condizioni lavorative, né ai prescritti requisiti di legge, mentre in realtà operavano ed erano da considerarsi quali veri e propri lavoratori dipendenti, tesi peraltro più volte ribadita anche dalla Corte di Cassazione che ha sancito che “la disciplina del lavoro subordinato va estesa ai fattorini in bici e moto che fanno le consegne a domicilio”.
La cooperativa modenese, che dai conteggi effettuati dalle Fiamme Gialle ha utilizzato “irregolarmente“ i dodici riders per circa 1800 giornate lavorative, dovrà pagare sanzioni pecuniarie per oltre 850 mila euro scaturite dall’applicazione della cosiddetta “maxisanzione” per aver utilizzato lavoratori non regolarmente assunti e dalla mancata tracciabilità dei pagamenti in relazione alla corresponsione in contanti degli stipendi.



