La polizia ha notificato altre 5 contravvenzioni ad esercizi commerciali in centro a Modena e ai frequentatori per violazioni alla normativa emanata per fronteggiare il coronavirus.
In particolare, alcuni giorni fa la polizia ha fatto ingresso in un laboratorio di gastronomia per la preparazione di pasti a domicilio per conto di un importante marchio di ristorazione, ispezionando tra l’altro le cucine. Sono stati identificati 10 lavoratori in uno spazio comunque angusto e privo della necessaria segnaletica indicante le postazioni di lavoro e le distanze da mantenere, nonché la mancata creazione di percorsi idonei ad evitare che gli addetti potessero entrare in contatto tra loro negli spostamenti necessitati dall’attività lavorativa.
L’attività del laboratorio è stata sospesa per 2 giorni, indicando le modalità a cui attenersi per riprendere il lavoro in tutta sicurezza, irrogando altresì alla società proprietaria della gastronomia la contravvenzione per la violazione prevista dal Dpm del 10 aprile per il mancato rispetto della distanza di 1 metro.
Nella serata di ieri, inoltre, agenti della Volante hanno verbalizzato altre contravvenzioni a tre avventori e al titolare di un bar per violazione al divieto di somministrazione alimenti e bevande previsto per quella tipologia di esercizi.
Gli agenti in servizio di pattugliamento, insospettiti dalla serranda aperta a metà, hanno fatto irruzione in un bar del centro storico della città e trovavano 3 cittadini di origine albanese intenti a giocare a carte e consumare bevande fornite dalla titolare, una donna di origine cinese. Di fronte alle motivazioni pretestuose e palesemente false – i presenti dichiaravano infatti di essere all’interno per dei lavori di tinteggiatura di cui però non v’era traccia - venivano verbalizzate tre contravvenzioni nei loro confronti. Gli uomini della polizia hanno sanzionato la donna cinese per la mancata chiusura e hanno inoltrato il verbale alla Prefettura per la valutazione del periodo di sospensione della licenza.


