Le indagini sull'estorsione hanno permesso di 'svelare una fitta ed organizzata rete di spaccio', e le successive investigazioni della Dda bolognese hanno consentito di identificare Jarmouni 'come il fornitore di cocaina destinata ai referenti del gruppo a Bondeno'. Risalendo poi la struttura organizzativa, che i Carabinieri definiscono ''piramidale' e caratterizzata da una spiccata propensione alla violenza (in una telefonata intercettata, ad esempio, si parla di 'rapire il bambino' di una persona che non paga, ndr)', e' emerso che il marocchino, che come tutti gli altri arrestati e' regolare sul territorio, gestiva gli affari in maniera paritaria con 'cinque albanesi (Defrim, Enver, Ihaxhi e Besnik Dervishi e Klodian Alushku) operanti tra le province di Pisa e Firenze, che curavano l'approvvigionamento dall'Olanda servendosi di una rete di corrieri'.
La cocaina veniva poi venduta sui mercati di 'Ferrara, Bologna, Modena e Parma, dove i marocchini lavoravano saltuariamente come braccianti agricoli, fino ad arrivare alla Toscana, dove gli albanesi operano nel settore dell'edilizia e dove la droga veniva spacciata nelle province di Pisa, Firenze e Lucca, in particolare in Versilia'. E gli affari conclusi dai due sodalizi erano veramente buoni, dato che, spiegano i militari, 'due volte al mese importavano dall'Olanda, su auto modificate per occultare meglio la droga, circa un chilo-un chilo e mezzo di cocaina, pagandola meno di 35.000 euro al chilo', per poi venderla al dettaglio 'a cifre che oscillavano tra gli 80 e i 120 euro al grammo'
Secondo le stime dei Carabinieri, che ora intendono collaborare con i colleghi olandesi per risalire ai fornitori, da un chilo di cocaina 'se ne possono ricavare, se molto ben tagliata, quattro chili e mezzo che, venduti a 80 euro al grammo, portano in cassa 360.000 euro'.
Nel dettaglio, durante le indagini, da cui finora non e' emerso che lo spaccio servisse a finanziare altre attivita' illecite, sono stati eseguiti sei sequestri, per un totale di sette chili di cocaina.



