Un pendolare del crimine che da Bologna si recava a Modena con il preciso intento di rapinare negozi, privilegiando, nei suoi obiettivi, quelli di abbigliamento e comunque attività con al banco la presenza di sole donne. Analoga la modalità, confermata anche dalla visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza. L'uomo studiava l'obiettivo, aggirandosi in zona, poi quando il negozio era vuoto di clienti e con la sola presenza dell'addetta alla vendita entrava, con il volto completamente travisato ed armato di coltello. Per minacciare l'addetta e farsi consegnare il contenuto della cassa.
Le immagini del colpo in farmacia e nel negozio di abbigliamento
Il primo dei tre colpi contestati nel corso delle indagini della Squadra Mobile guidata dal dirigente Mario Paternoster, e coordinate dal PM Mariangela Sighicelli, è del 17 luglio in un negozio di abbigliamento di via Bonaccini a Modena. Commessa minacciata e bottino da 80 euro. Il 25 agosto è il turno della farmacia in piazzetta degli Erri, in centro città. Minaccia con coltello ma in questo caso il bottino è maggiore: 700 euro in contanti. Ma è qui che una impronta lasciata dall'uomo fornisce un elemento importante agli investigatori. L'impronta viene associata ad un uomo già negli archivi della Polizia con altri segni particolari sul e del corpo.
Nella foto, il dirigente capo della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Modena, Mario Paternoster



