Ieri i carabinieri di Modena Principale, in collaborazione con il personale della Questura di Reggio Emilia, hanno condotto in carcere una donna italiana di 43 anni, ricercata da alcuni mesi.
Lo stesso provvedimento restrittivo era già stato immediatamente eseguito nei confronti del complice, un uomo di 31 anni, di origine turca, il quale era già detenuto per altra causa presso la casa circondariale di Modena.
Gli indagati sono accusati di concorso in rapina, estorsione e lesioni personali aggravate commesse all’ospedale Policlinico di Modena nel pomeriggio del 14 ottobre 2025.
I due secondo l'accusa portarono a compimento più aggressioni con brutale violenza ed in rapida successione temporale, ai danni di più persone.
In particolare dapprima avevano aggredito con calci e pugni un uomo impossessandosi del suo telefono cellulare, poi restituito soltanto in cambio della consegna di una somma di denaro, successivamente strattonavano una donna che aveva tentato di aiutare e soccorrere la prima vittima, causando la rottura anche del suo telefono cellulare. Subito dopo avevano intimato a un altro uomo di consegnare loro una somma di denaro e di accompagnarli in un centro abitato vicino a Modena.
Al rifiuto dello stesso l’uomo lo aveva colpito con un pugno danneggiandogli anche lo specchietto della autovettura.I due indagati avevano poi raggiunto la quarta vittima, una donna, e, allo scopo di impedirle di contattare il numero di emergenza 112, l’uomo dapprima le afferrava il polsotorcendolo, quindi si impossessava del telefono della stessa scagliandolo a terra, per poi colpirla al volto con una gomitata provocandole un trauma all’orbita sinistra.
Infine, l’indagato aveva estratto un coltello brandendolo e minacciando un ragazzo che aveva assistito all’ultima aggressione.
L’identificazione degli indagati è stata possibile mediante l’acquisizione di certificazione medica rilasciata alla indagata poco prima dal Pronto Soccorso dell’ospedale Policlinico di Modena, il sequestro di un certificato medico telematico perso dall’indagato durante le aggressioni e l’individuazione fotografica degli indagati effettuata da tutti gli aggrediti.



