Il primo colpo in un area di servizio di Medolla, dove i due giungono a bordo di Punto bianca rubata il giorno prima a Modena, affiancati da un altra Punto presa a noleggio guidata da un terzo uomo, un basista e palo che accompagna gli spostamenti. All’interno i due minacciano e percuotono il titolare facendosi consegnare circa 500 euro contenuti in cassa.
Dopo il colpo i due fuggono a Napoli. Una settimana dopo, il 28 luglio, dopo avere rubata un altra Punto bianca con la quale perlustrano l'area di Cavezzo, fanno irruzione alle ore 13.30 all’Eurospin di Cavezzo dove minacciano e percuotono una cassiera e un dipendente per farsi consegnare il denaro contenuto in cassa. Percuotono e feriscono i due, innervosti dal blocco della casse che i dipendenti non possono aprire e che decidono così di scassinare con alcuni cacciaviti. Si impossesseranno di 3500 euro di bottino, ma prima di fuggire verso Napoli abbandonano l’auto con la quale avevano raggiunto l'area. Elemento determinante per le immagini. Sul mezzo scattano i rilievi dei Ris. Vengono raccolte impronte digitale e altro materiale sufficiente a risalire al DNA dei due. Elementi che incrociati alle immagini delle videocamere di sorveglianza (quelle di Cavezzo si mostreranno particolarmente importanti), e alle testimonianza dei feriti durante le rapine, fanno converegere i Carabinieri di Carpi sui due pregiudicati. Uno di questi incastrato anche da un tatuaggio rappresentante un cristo affiancato da un altro raffigurante una pistola, immortalato anche da una telecamera di videosorveglianza appoggiato fuori dal finestrino della Punto Bianca, poco prima del colpo.Gi.Ga.



