Nel dettaglio, spiegano le Fiamme gialle, metà degli interventi ha riguardato il territorio di Ravenna, otto sono stati svolti a Cervia, sette a Faenza e quattro a Lugo. Le irregolarità 'hanno riguardato prevalentemente le imprese del settore della ricezione turistica (hotel, stabilimenti balneari, bar e ristoranti)', ma anche 'altre attività di settori tradizionalmente esposti a queste pratiche illecite, come la raccolta della frutta stagionale, la pulizia di edifici e la lavorazione dei metalli'. Le violazioni scoperte dai finanzieri 'consistono, in gran parte, nell'illecito abbattimento delle retribuzioni lorde assoggettate agli oneri fiscali e previdenziali, compensate con l'erogazione di indennità fittizie'. È il caso, ad esempio, dell'azienda ravennate in cui 'ben 48 dipendenti ricevevano parte dello stipendio sotto forma di false indennità di trasferta, così da diminuire il carico fiscale e previdenziale in capo al datore di lavoro e allo stesso dipendente consenziente'. In altri casi, piuttosto frequenti, i lavoratori 'venivano pagati in parte 'fuori busta' o venivano richieste loro prestazioni non dovute o lo svolgimento di mansioni più gravose rispetto a quanto contrattualizzato'. I lavoratori in nero individuati dalle Fiamme gialle, invece, sono per lo più extracomunitari. Su 12, infatti, ben otto provengono dall'Europa dell'Est e dal Nord Africa. In un caso, un lavoratore extracomunitario che raccoglieva frutta in un campo del faentino 'è risultato privo del permesso di soggiorno, e pertanto il datore di lavoro è stato segnalato all'Autorità giudiziaria'.
Infine, il titolare di un'azienda di Cervia, 'verbalizzato per l'impiego di tre lavoratori in nero e quindi destinatario del provvedimento di sospensione dell'attività da parte dell'Ispettorato del lavoro, è stato poi sorpreso a proseguire comunque l'attività', motivo per cui è stato anch'egli segnalato all'Autorità giudiziaria.
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