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Spilamberto, prova a corrompere Comandante dei Carabinieri: arrestato

Spilamberto, prova a corrompere Comandante dei Carabinieri: arrestato

E' un 46enne cinese, titolare di una sala slot e videopoker chiusa per 10 giorni per irregolarità. Diecimila euro subito per chiudere un occhio


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'In 20 anni di servizio non mi era mai capitata una cosa del genere. Un uomo che si reca in caserma e prova a corrompere il comandante è roba che lascia esterrefatti. All'inizio non ci volevo credere poi quando ho visto che faceva sul serio l'ho registrato e l'ho arrestato'. 

Il Comandante della stazione dei Carabinieri di Spilamberto Alessandro Di Villo (foto), racconta cosi i fatti che nei giorni scorsi lo hanno visto bersaglio di un tentativo di corruzione da parte di un 46 enne di origine cinese, da anni residente in Italia, gestore di sale slot e video poker, prima a Savignano e, dal 2017, a Spilamberto. In entrambi le sedi innumerevoli le irregolarità riscontrate negli anni da Carabinieri e guardia di finanza. Sia per l’utilizzo di personale in nero sia per irregolarità nel tipo e nelle funzioni degli apparecchi. In un caso l'uomo aveva procurato lesioni ad un collaboratore che gli erano costate. Reati che insieme alle irregolarità gli erano già costati il ritiro della licenza. Così come è nuovamente successo nei giorni scorsi. Al termine di una serie di controlli dei Carabinieri della locale stazione che  dal 2017 avevano colto a più riprese pregiudicati all’interno del locale.
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Un mese fa la nuova sospensione della licenza per 10 giorni, mentre l’uomo era in Cina. Al suo ritorno apprende la notizia del provvedimento di sospensione della licenza e conseguente chiusura del locale. Che lo induce ad incontrare direttamente il comandante per provare ad aggiustare le cose. Denaro in cambio della scelta di fare passare i controlli per ordinari e senza conseguenze.
L'uomo si è fatto ricevere e ha offerto al comandante 10.000 euro subito e 5,000 euro ogni anno. Che l'uomo avrebbe iniziato a consegnare in un bar di Modena. Da qui scatta la manovra per la flagranza del reato, documentabile con una registrazione che viene effettuata il giorno in cui comandante richiama l'uomo in caserma. Non serve nemmeno una trappola per fare ripetere al 46enne l'offerta e il tentativo di corruzione. L'uomo rilancia subito ma la sua voce finisce nel registratore oltre che nelle orecchie del comandante che non esita ad arrestarlo.
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