A denunciare il fatto è Fabio Galli, vicepresidente regionale Codacons.
'Solo nel momento in cui da quella falsa situazione patrimoniale che gli veniva prospettata, ha voluto prelevare una certa somma, l’amara sorpresa di avere gettato al vento i risparmi di una vita della famiglia, con tutte le conseguenze non solo economiche ma anche emotive. Il tutto naturalmente è stato denunciato all’autorità giudiziaria. Questi fatti accadano sempre più frequentemente a causa delle frequentissime e asfissianti pubblicità che anche attraverso i social quotidianamente martellano la mente di chi quegli stessi social utilizza. Per tale ragione il Codacons di Modena ha iniziato la ricerca di queste pubblicità con l’intento di segnalarle alle autorità preposte. Sarebbe utile impedire che soggetti non autorizzati, possano pubblicizzare una attività di investimento che proprio perché priva di autorizzazione non può che essere truffaldina - continua Galli -. A tale proposito è bene sapere, prima di avvicinarsi a certe “avventure” che l'esercizio nei confronti del pubblico dei servizi e attività di investimento è riservato ai soggetti autorizzati dalla Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa). Quindi, prima di attivarsi, concedendo la fiducia a qualche sconosciuto che, attraverso un sito web, propone il trading on line, si verifichi la sua autorizzazione'.
'Con l’autorizzazione il soggetto viene iscritto nell'elenco delle SIM tenuto dalla Consob. Per consultare l'elenco basta accedere nel sito della Consob, dove è possibile consultare anche l'elenco delle imprese d’investimento comunitarie che operano in Italia. Essendo anche le banche soggetti autorizzati alla prestazione di servizi d’investimento, è altrettanto utile consultare gli elenchi pubblicati sul sito della Banca d’Italia.
'Inoltre è possibile, consultare il sito dell'autorità che avrebbe autorizzato il soggetto (anche per verificare tramite quali siti internet opera tale soggetto e non incappare in cosiddetti siti clone; difatti, in alcuni casi gli operatori abusivi utilizzano siti web la cui denominazione è simile a quella di soggetti autorizzati). A tale proposito, se possibile consultare online il registro delle imprese del paese in cui il soggetto ci ha dichiarato di avere sede e verificare le informazioni su di esso (denominazione, sede ecc.).



