Insospettiti dal volume di attivita' dell'arzillo 80enne, gli agenti della Polfer hanno scoperto prima di tutto che l'azienda non era autorizzata al commercio di rifiuti. Ma, soprattutto, si sono resi conto che l'anziano metteva in atto operazioni del tutto inesistenti, fungendo quindi da prestanome per la ditta di Pieve di Cento.
Gli agenti sono cosi' riusciti a risalire al magazzino abusivo di stoccaggio attraverso intercettazioni telefoniche, pedinamenti e appostamenti. Nel maggio 2017, il titolare della ditta di Pieve e' stato colto in flagranza mentre caricava su un camion un ingente quantitativo di batterie esauste, prese dal proprio magazzino abusivo, falsificando i formulari di identificazione dei rifiuti per impedirne la reale tracciabilita'. L'intero capannone e' stato quindi sequestrato, con tutto il materiale stoccato, la documentazione e i timbri di aziende fittizie.
Da ulteriori approfondimenti sono poi emerse numerose ditte emiliano-romagnole del settore che effettuavano operazioni simili: da Finale Emilia a Minerbio, da San Giovanni in Persiceto e Castelmaggiore a Russi e Faenza, da Savignano sul Rubicone fino a San Benedetto del Tronto nelle Marche. La squadra 'Rame' della Polfer Emilia-Romagna e' stata istituita nel 2006, a seguito dell'aumento del fenomeno del furto del materiali sottratto agli impianti ferroviari. Grazie ai controlli serrati, segnalano i dirigenti della Polfer, negli ultimi anni pero' il fenomeno 'si e' drasticamente ridotto' e oggi si contano in media circa 10-15 furti di rame all'anno dalle linee ferroviarie a Bologna.
Traffico illecito di rifiuti anche nel modenese. 31 indagati
Un arzillo ottantenne come prestanome di una azienda non autorizzata di Pieve di Cento
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