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Unione Comitati sicurezza: 'Poca collaborazione tra polizia e vigili'

Unione Comitati sicurezza: 'Poca collaborazione tra polizia e vigili'

'Il nuovo questore deve ripristinare la storica collaborazione che ha sempre contraddistinto la realtà modenese'


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'Ancora una volta è un sindacato di Polizia, il SIULP, a dire parole di verità sulla situazione della sicurezza. E lo fa, senza tentennamenti, indicandone anche le cause. Il SIULP ha affermato che, fino a ieri a Modena, era stata annullata di fatto la collaborazione fra le diverse forze dell’ordine “…in particolare fra Polizia di Stato e Polizia Municipale”, vanificando parzialmente il Patto per la Sicurezza sottoscritto dalle istituzioni locali'. A intervenire in questi termini è l'Unione Comitati Sicurezza (Gramsci e dintorni, Tempio-Stazione, Villaggio Modena Est, Quattro Ville, San Agnese, Salvo d’Acquisto, Villaggio Zeta).

'Questa è la verità e noi cittadini ce ne siamo accorti, eccome che ce ne siamo accorti perché ne abbiamo subito le dirette conseguenze. Di più, il Sindacato ha anche chiarito che si era arrivati “…a vietare formalmente le attività di collaborazione su operazioni… che potevano portare benefici alla comunità con risposte su molte problematiche sollevate dai cittadini”. Insomma veniamo a sapere che per una precisa scelta era stata indebolita la collaborazione fra forze dell’ordine e quindi ridotta l’efficacia della loro azione. A questo punto non ci rimane che rivolgerci al nuovo Questore chiedendogli di ripristinare la storica collaborazione che ha sempre contraddistinto la realtà modenese, una realtà

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ancora coesa, nonostante il peggioramento costante della situazione della sicurezza e le continue frustrazioni dei cittadini, come noi, che intendono collaborare credendo nel ruolo delle istituzioni - continua l'Unione comitati -. Anche noi affermiamo con forza e da tempo che non solo occorre incentivare i controlli nelle zone a rischio, indagare per smantellare le organizzazioni della malavita locale ma, soprattutto, è necessario che chi delinque e chi organizza la malavita, se riconosciuto colpevole, rimanga in prigione o comunque non reiteri il reato. Richieste che andiamo facendo da tempo insieme a quelle, altrettanto fondamentali, di rianimazione e di riqualificazione fisica, funzionale e commerciale dei quartieri dove oggi opera il malaffare. Noi non siamo giustizialisti, crediamo non serva aumentare le pene per chi delinque anche se ci costringe a vivere nella paura ma chiediamo la certezza della pena, che chi è riconosciuto colpevole sconti la pena. Questo è l’unico deterrente possibile'.

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