La storia è iniziata nel 2015 con la stipulazione di un contratto di promessa di vendita “Rent to buy” (prezzo intero di vendita scalato tramite pagamento mensile) tra l’associazione religiosa, “Missione Anime per Cristo” e l’Impresa Edile “Idea”.
L’Associazione religiosa, appena avuto una difficoltà con il pagamento mensile alla fine del 2018, pari a 26.000 più 2.300 euro, richiesti dal Giudice per le spese legali, ha fatto una prima richiesta di usare la metà della quota usata come garanzia, di 30.000 euro, e pagare il rimanente in trance. Questa richiesta fu respinta dell’impresa edile, e il loro amministratore ha risposto con una seconda richiesta: pagare 24.000 euro, con assicurazione che, una volta pagata tale quota, il debito sarebbe risultato pagato. La Missione ha provveduto la somma di 24.000 euro, ma l’impresa, malgrado l’incasso dell’assegno e la parola data, ha continuato con la procedura di sfratto.
I Giudici ci hanno mandato al procedimento della mediazione. Nel giorno prestabilito per la Mediazione, la Missione aveva già provveduto al pagamento dell’intera quota dei mesi arretrati, ma l’Impresa Edile Idea si è ostinata a rifiutare ogni intervento del Giudice per la Mediazione. Il Giudice si è quindi visto costretto a rimandare tutto in tribunale. Nel giorno dell’udienza, che aveva obiettivo di chiudere il caso, il Giudice assegnato ha chiesto se eravamo in possesso dei soldi per risanare il debito, noi abbiamo presentato l’assegno con tutti i soldi, ma immediatamente il loro legale ha richiesto al Giudice una breve pausa per parlare con il nostro avvocato, il Giudice acconsentì. In questa riunione privata tra il loro e il nostro legale, con la presenza dei rispettivi rappresentanti dell’associazione religiosa e dell’impresa edile, il loro avvocato e l’amministratore dell’azienda hanno espressamente detto che non avrebbero preso l’assegno, sostenendo che mancavano circa
2.000 euro. Dopo varie insistenze, si è deciso che entrambi gli avvocati chiamati in causa avrebbero avuto un’udienza in privato con il Giudice, promettendo al nostro avvocato che avrebbero riportato il calcolo giusto della somma.
In seguito ci sarebbe stata una seconda riunione, mai avvenuta, ma anzi, hanno tirato fuori una somma irreale, pretendendo che la Missione pagasse altri 10.000 euro per le spese legali al loro avvocato, per poter chiudere il caso.
Questo è stato per mettere in difficoltà la Missione, in quanto ogni impegno per risolvere il caso si è dimostrato infruttuoso a causa della loro assoluta mancanza di volontà nel trovare un accordo.
La loro intenzione è sempre stata quella di mandare la Missione fuori dallo stabile, infatti, il loro stesso amministratore ha confessato di non conoscere il motivo per cui il loro legale abbia sempre rifiutato qualsiasi tipo accordo, aggiungendo che in Maranello, molte figure influenti non tollerano la presenza del Centro Cristiano di Anime per Cristo nel Territorio; sfrattando una Missione che si è dedicata, spiritualmente e socialmente per quindici anni in Maranello. Questo è un atto di ingiustizia, bigottismo, ingratitudine, intolleranza, oppressione e razzismo.
Non è stata mai menzionata, né in sede legale, né in privato, che la somma da pagare di 100.000 euro, riportata nel precedente articolo.



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