Il Distretto Ceramico, come è noto, che conta ben 110.000 abitanti – quindi, una vera città – non avrà un centro di raccolta di potature e ramaglie. Con la chiusura dell’impianto di Via Regina Pacis di Sassuolo, i giardinieri distrettuali dovranno recarsi a Modena per scaricare ogni volta i loro mezzi, anche piccoli. Questi materiali infatti (sfalci, rami, ecc.), risultando rifiuti, non possono neppure essere stoccati in attesa di riempire un autocarro di misura maggiore per ottimizzare il numero di viaggi. Per me si tratta di una scelta assurda'. Così il sindaco di Fiorano Francesco Tosi due settimane fa aveva scritto a Hera per cercare di bloccare il trasferimento della discarica dei rifiuti organici. 'Parliamo tanto di rispetto dell’ambiente e di riduzione di emissioni nocive da traffico veicolare, al punto da essere stato istituito il Ministero per la Transizione Ecologica, e poi, nel 2021, in un Distretto di importanza mondiale, in cui peraltro la qualità dell’aria è tutt’altro che salubre, provochiamo un numero altissimo di viaggi di trasporto verso Modena, chiudendo il centro di raccolta di Sassuolo. Se HERA andrà avanti per questa strada, qualcun altro dovrà aprire un centro di raccolta nel distretto, ma, considerate le normative esistenti, quanto tempo impiegherà?'
La scelta di Hera
Parole che però non sono state accolte da Hera che oggi ha ufficializzato il trasloco.
'Da oggi, lunedì 25 ottobre, apre in via Caruso una rinnovata area dell’impianto del Gruppo Hera, dedicato alla raccolta di rifiuti organici e vegetali. Un investimento impiantistico teso a razionalizzare e rendere meno impattanti sotto il profilo ambientale sia il processo che i trasporti da tutta la provincia modenese - si legge in una nota Hera -. Infatti, dato che l’impianto di via Caruso è più baricentrico del precedente sito di Sassuolo - e dunque più idoneo a rispondere alle esigenze di un bacino ampio come quello servito da Hera nella provincia modenese – lo spostamento dell’area nel territorio comunale di Modena consentirà una razionalizzazione complessiva dei trasporti di rifiuti, con ovvi vantaggi di carattere ambientale per l’intera comunità e di carattere economico ed organizzativo. Si tratta di un impianto a servizio della raccolta differenziata, anche se non accessibile ai privati cittadini.



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