Articoli La Provincia

Ex stazione messa in sicurezza con gli indennizzi post-sisma

Ex stazione messa in sicurezza con gli indennizzi post-sisma

I lavori per 350mila euro all'ex stazione di Bastiglia, fatiscente da anni, (vinti dalla coop Cme) sono finanziati dall'indennizzo assicurativo post-sisma


1 minuto di lettura


L'ex stazione di Bastiglia era in stato di degrado e di abbandono da anni, in pratica da quando decenni fa il vecchio trenino della Sefta smise di viaggiare sui binari Mirandola-Modena. Oggi al posto di quei binari vi è una ciclabile, ma per anni la stazione (edificio bello, affascinante, oltre che tutelato) era lasciato in totale abbandono.
Provvidenziale (ovviamente si fa per dire) è stato il sisma del 2012. Perchè grazie a quella terribile tragedia al Comune di Bastiglia è stata assegnata la ripartizione dell'indennizzo assicurativo post-sisma (459.625 euro complessivi) e così  sono partiti i lavori di intervento di ripristino con miglioramento sismico dell'edificio danneggiato sì dal sisma del 2012, ma da anni fatiscente, in stato di totale incuria e abbandono.



A testimonianza della necessità di ristrutturare l'ex stazione è il parere chiesto alla Soprintendenza già nell'agosto 2009, parere concesso con prescizioni e firmato dalla soprintendente Polidori, tre anni prima del terremoto.




L'appalto (aggiudicato con un ribasso del 5% rispetto alla base di 369.050 euro) è stato vinto il 23 gennaio 2017 dalla cooperativa C.M.E. di Modena che ha avuto la meglio su una ditta di Milano (Ambra conservazione e restauro srl),  di Parma (Ediltor srl) e di Modena (Pro Service costruzioni srl) per un importo pari a 350.692 euro.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Alessandro Lupi. Così è, se ci appare

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati