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Fdi Mirandola: 'Scandalo Amo, occupazione diffusa delle partecipate sottoposte a scelte opportuniste'

Fdi Mirandola: 'Scandalo Amo, occupazione diffusa delle partecipate sottoposte a scelte opportuniste'

'Le figure deputate alla guida, vigilanza e controllo erano nominate dal Pd, che ha quindi sempre avuto la gestione dell’azienda sotto guida diretta'


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La sera del 29 Luglio, durante l’ultimo Consiglio Comunale di Mirandola, il consigliere comunale Gianni Righetti (Fratelli d’Italia) ha riportato all’attenzione dell’aula, tramite mozione, lo scandalo che ha travolto Amo, la società di trasporto pubblico modenese che ha subito un ammanco di circa 515.000 euro a causa di una cosiddetta “dipendente infedele”.
'Un fatto gravissimo, che in qualunque azienda pubblica dovrebbe portare a interrogarsi sulla evidente totale assenza di controlli interni, soprattutto se si considera che Amo è una realtà di poco più di una dozzina di dipendenti diretti - afferma Righetti - Qui si evidenzia quindi quello che ho più volte sottolineato: le figure deputate alla guida, vigilanza e controllo erano nominate dal Partito Democratico, che ha quindi sempre avuto la gestione dell’azienda sotto guida diretta. In un contesto simile, risulta davvero difficile non vedere una responsabilità politica'.
A fronte della mozione il Capogruppo Massimiliano Russo incalza 'la risposta dell’opposizione è stata a dir poco stucchevole. Anziché entrare nel merito della vicenda – cioè di un buco da mezzo milione di euro, frutto di atti dolosi e potenzialmente penalmente rilevanti – si è assistito a un goffo tentativo di spostare il discorso su tutt’altri piani, citando addirittura AIMAG .
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Un paragone privo di senso. Anzi, una cosa in comune c’è. La presenza fra i revisori di AIMAG dello stesso revisore di AMO. Perché anche in questo caso il controllo di AIMAG negli anni si è sempre sostanziato attraverso nomine fatte dal Partito Democratico: l’ennesima prova di una occupazione diffusa e generale delle partecipate sottoposte a scelte dettate solo da opportunismo politico anziché da oculatezza gestionale'.
Righetti aggiunge: 'Un classico esempio di arrampicamento sugli specchi, a dimostrazione che quando si passa dalle parole ai fatti, la coerenza di certi moralizzatori da salotto viene meno. Sempre pronti a puntare il dito, a ergersi a paladini della trasparenza (naturalmente solo quando conviene), ma silenziosi o confusionari quando le responsabilità sono chiare e documentate, e soprattutto riconducibili a casa loro'.
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