'Un fatto gravissimo, che in qualunque azienda pubblica dovrebbe portare a interrogarsi sulla evidente totale assenza di controlli interni, soprattutto se si considera che Amo è una realtà di poco più di una dozzina di dipendenti diretti - afferma Righetti - Qui si evidenzia quindi quello che ho più volte sottolineato: le figure deputate alla guida, vigilanza e controllo erano nominate dal Partito Democratico, che ha quindi sempre avuto la gestione dell’azienda sotto guida diretta. In un contesto simile, risulta davvero difficile non vedere una responsabilità politica'.
A fronte della mozione il Capogruppo Massimiliano Russo incalza 'la risposta dell’opposizione è stata a dir poco stucchevole. Anziché entrare nel merito della vicenda – cioè di un buco da mezzo milione di euro, frutto di atti dolosi e potenzialmente penalmente rilevanti – si è assistito a un goffo tentativo di spostare il discorso su tutt’altri piani, citando addirittura AIMAG . Un paragone privo di senso. Anzi, una cosa in comune c’è. La presenza fra i revisori di AIMAG dello stesso revisore di AMO. Perché anche in questo caso il controllo di AIMAG negli anni si è sempre sostanziato attraverso nomine fatte dal Partito Democratico: l’ennesima prova di una occupazione diffusa e generale delle partecipate sottoposte a scelte dettate solo da opportunismo politico anziché da oculatezza gestionale'.
Righetti aggiunge: 'Un classico esempio di arrampicamento sugli specchi, a dimostrazione che quando si passa dalle parole ai fatti, la coerenza di certi moralizzatori da salotto viene meno. Sempre pronti a puntare il dito, a ergersi a paladini della trasparenza (naturalmente solo quando conviene), ma silenziosi o confusionari quando le responsabilità sono chiare e documentate, e soprattutto riconducibili a casa loro'.

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