Una cerimonia partecipata, sentita e a tratti commovente ha salutato la posa della pietra d'inciampo dedicata al Maresciallo Maggiore della Guardia di Finanza Paolo Boetti, nato a Finale Emilia nel 1901 e deportato a Mauthausen nel 1944, tornato a casa solo nel 1945, quando il campo di concentramento venne liberato.
Presenti alla cerimonia anche le due figlie di Boetti, Maria Chiara e Anna Maria, con i loro figli e nipoti, oltre a diversi parenti finalesi e alle autorità, a cominciare dal Prefetto di Modena, Fabrizia Triolo, al comandante regionale della Guardia di Finanza Gen. D. Paolo Kalenda, al comandante provinciale Col. t. SPEF Francesco Mazza, al comandante della Compagnia Carabinieri di Carpi Ten. Col. Stefano Covolo.
Dopo i saluti del sindaco di Finale Emilia Claudio Poletti, particolarmente toccante è stato l’intervento del capitano Maria Chiara Campoli, pronipote di Paolo Boetti e comandante della Compagnia Guardia di Finanza di Mirandola, la cui caserma è proprio intitolata al finanziere finalese. Campoli ha tratteggiato la figura del bisnonno, raccontando della sua opera, durante la Resistenza, al confine italo-svizzero che gli costò l’arresto e la deportazione a Mauthausen. La presidente dell’associazione Alma Finalis, Anna Rita Molesini, ha ricordato il significato delle pietre d’inciampo e la presenza a Finale di tre delle cinque pietre presenti in provincia di Modena (le altre due sono dedicate ad Ada Osima ed Emilio Castelfranchi). Le figlie di Paolo Boetti hanno poi scoperto la pietra dedicata al padre. Al termine della cerimonia il silenzio, suonato da uno studente della Fondazione Scuola di Musica Andreoli, la benedizione della pietra da parte del parroco Don Daniele Bernabei e la lettura della preghiera del finanziere eseguita dal Cappellano Militare CPL don Marco Giordano, Capo Servizio Assistenza Spirituale del Comando Regionale Emilia Romagna.

