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Riciclo della carta, luci e ombre: intervista al direttore Assocarta

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Massimo Medugno: 'L’indisponibilità di impianti per il recupero degli scarti è il principale ostacolo al riciclo, oltre che all'aumento della capacità del riciclo stesso'


Riciclo della carta, luci e ombre: intervista al direttore Assocarta

Vi è mai capitato di chiedervi, mentre stavate buttando la carta dei giornali nell’apposito cassonetto, dove andasse a finire il frutto della vostra raccolta differenziata e che fine facesse tutta quella carta? Noi l’abbiamo chiesto ad una persona che è al vertice di questa piramide del riciclo, il Dr. Massimo Medugno, direttore generale di Assocarta (www.assocarta.it) , l’associazione dell’Industria Cartaria rappresentante le imprese produttrici di carta, cartoni e paste per carta in Italia. L’Associazione, aderente a Confindustria, ha oggi lo scopo di coordinare e promuovere gli interessi di ogni settore dell’industria cartaria in cui operino le imprese associate, e di tutelarli sia a livello nazionale che europeo attraverso CEPI, la Confederazione Europea dell’Industria Cartaria (www.cepi.org), di cui è socio fondatore.

Dr. Medugno, la raccolta in maniera differenziata che destinazione prende?

La raccolta interna di carta da riciclare nel 2016 è stata di circa 6,5 milioni di tonnellate di cui oltre 3 milioni di tonnellate proveniente dalla raccolta urbana della carta anche grazie all’attività del consorzio Comieco. L’industria cartaria italiana si posiziona al quarto posto a livello europeo, dopo Germania, Svezia e Finlandia, con una produzione di carte e cartoni di 8,9 milioni di tonnellate realizzate nel 2016 ottenute grazie all’utilizzo di 4,9 milioni di tonnellate di carta da riciclare che costituisce la prima materia prima del settore cartario italiano. In pratica il 55% dei volumi prodotti proviene da carta da riciclare ed il tasso di riciclo negli imballaggi è addirittura all’80%. In Italia, ogni minuto, vengono riciclate 10 tonnellate di carta! Inoltre circa 1,9 milioni di tonnellate di carta da riciclare oggi anno vengono esportate verso i Paesi asiatici, principalmente Cina.

La produzione della carta comporta la perdita di patrimonio arboreo?

L’industria cartaria italiana utilizza una materia prima rinnovabile, il legno, che cresce in foreste gestite in modo sostenibile e produce un bio materiale che svolge un ruolo chiave nell’economia circolare in quanto il suo riciclo ne prolunga la vita. Ogni minuto nel mondo, attraverso la fotosintesi, si generano 190.000 tonnellate di cellulosa tanto  e le foreste in Europa sono in crescita, negli ultimi 10 anni di 41.285 Km2 – (elaborazione TwoSides su dati FAO 2015) cioè due volte la superficie della Lombardia.  

Il minor consumo di carta sarà determinato dal più conveniente uso di internet?

L’effetto è duplice. Se da una parte dell’informazione, non di approfondimento, è passata sul digitale (per ora agevolata dal fatto della sua gratuità), dall’altra e-commerce sta determinando un maggiore uso di imballaggi rinnovabili e riciclati come quelli in carta. Proprio grazie agli acquisti fatti su Internet il settore cartario italiano ha visto crescere quindi la produzione di carte e cartoni per l’imballaggio a fronte del ridimensionamento della produzione di carta per uso grafico. Riguardo alla lettura on line i dati delle più recenti ricerche ci confortano perché la lettura su carta è preferibile rispetto a quella on line anche tra i giovani. Una recente indagine condotta dalla società Toluna per TwoSides rileva che l’83% di 500 consumatori fra i 18 e i 24 anni in UK e 1000 in USA preferiscono leggere su carta anziché su supporto digitale, l’84% riescono a memorizzare meglio su carta, il 79% ritiene la  lettura su carta più rilassante mentre il 60% pensano che la lettura digitale possa compromettere la salute con insonnia e mal di testa. (TwoSides Europe).

Internet costa meno e fa risparmiare carta ed energia, come ci raccontano gli ambientalisti?

Premesso che nessuna attività ha un impatto zero, la produzione ad esempio di 200 Kg carta comporta l’emissione di 130/250 Kg di CO2 a seconda della fonte di energia utilizzata (che corrisponde ad un viaggio in auto Roma – Dobbiaco). Il consumo pro-capite di carta in Italia si attesta circa sui 165 kg come in Svezia e in Finlandia, la metà di quello del Belgio, ma di 100 kg inferiore a quello della Germania. L’industria cartaria è il primo settore ad aver presentato una “Roadmap 2050” del settore cartario europeo, con una strategia per raggiungere l’obiettivo europeo di riduzione dell’80% di emissioni di CO2 entro il 2050 investendo su ricerca, innovazione, efficienza energetica e cogenerazione (approfondimenti www.assocarta.it). Negli ultimi 20 anni, il settore ha anche aumentato l’efficienza energetica del 20%. E’ inoltre prioritario la chiusura del riciclo della carta con il recupero energetico degli scarti dal processo di riciclo come già avviene in altri Paesi europei.

Perchè termovalorizzare?  

Una domanda giusta a cui è necessaria una premessa. Gli scarti di pulper sono assimilabili ai rifiuti urbani sotto il profilo merceologico e derivano dal riciclo della carta raccolta in maniera differenziata.. Sarebbe logico aspettarsi dalla collettività un supporto nel trovare il modo migliore di gestirli, non un ostacolo.

L’impossibilità di realizzare impianti per il recupero energetico degli scarti che provengono dal riciclo pone l’industria nazionale in un forte svantaggio competitivo. In prospettiva la capacità di riciclo per effetto di riconversioni e nuovi investimenti aumentare, nonostante la scarsità di impianti di recupero resti il principale fattore limitante all’incremento del riciclo e della circolarità. 

Gli impianti di recupero energetico sono indicati dall’Europa come la migliore tecnica disponibile per trattare gli scarti del riciclo della carta e nessun impianto recente a livello europeo ne è privo. Gli scarti del riciclo hanno un importante contenuto di biomassa e il loro contenuto energetico nel nostro Paese equivale a 70.000 tonnellate equivalenti di petrolio. per un valore, pari a 23 milioni di dollari con un prezzo del barile a 45 dollari. Con il recupero energetico, al beneficio economico derivante della sostituzione di combustibili fossili si deve anche aggiungere il mancato smaltimento in discarica. 

Il recupero energetico non ostacola la Ricerca -anzi- al contrario senza un’industria competitiva non c’è neanche Ricerca. L’industria cartaria da tempo è impegnata nel trovare forme di recupero degli scarti del riciclo. Tra questi, il progetto Eco-Pulplast di Lucca per recuperare materia dagli scarti del riciclo della carta gode di un finanziamento LIFE finalizzato per dimostrarne la fattibilità. Se la tecnologia fosse già stata disponibile sul mercato e la fattibilità già certa il progetto non avrebbe avuto accesso dovuto accedere ad un LIFE!. 

Su questo aspetto Assocarta ha chiesto l’istituzione di una «cabina di regia» a livello nazionale, affinché possano essere individuate delle soluzioni transitorie con l’ottimale utilizzo degli impianti già in esercizio, nella prospettiva della messa a punto di ulteriori tecnologie per il recupero degli scarti del riciclo e di impianti adeguati sotto il profilo della scala industriale.

Senza dimenticare che già oggi, secondo il Codice dell’Ambiente, i piani regionali sui rifiuti devono prevedere le iniziative volte a favorire il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dai rifiuti di materiale ed energia, ivi incluso il recupero e lo smaltimento dei rifiuti che ne derivino.

L’indisponibilità di impianti per il recupero degli scarti  è il principale ostacolo al riciclo, oltre che all'aumento della capacità del riciclo stesso. Assicurare il recupero gli scarti del riciclo della carta significa ridurre da 1 a 15 in quantità i rifiuti: infatti a fronte del riciclo di 5 milioni di carta da riciclare in Italia lo scarto di riciclo caratteristico è pari a 3/400 mila tonnellate.

L’Industria Cartaria nel 2016

Addetti: 19.500

Stabilimenti: 154

Imprese: 122

Produzione: 8,9 milioni di tonnellate

Fatturato: 7 miliardi di €

Export/Fatturato: 53%

Export: 3,7 miliardi di €

Import: 3,5 miliardi di €

Consumo carta da riciclare: 4,9 milioni di tonnellate

Raccolta interna carta da riciclare: 6,5 milioni di tonnellate

Export: 1,9 milioni di tonnellate

 



Redazione La Pressa
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