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Modena, caro direttore è vero nel deserto di una opposizione non pervenuta, sono naif e controcorrente

Modena, caro direttore è vero nel deserto di una opposizione non pervenuta, sono naif e controcorrente

Maria Grazia Modena: 'Naif, certamente. La lontananza, inesperienza dei riti della politica mi rendono tale. Ma anche il termine controcorrente mi è proprio'


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Lunedì 22 dicembre in Consiglio Comunale si è compiuto il rito del bilancio, un bilancio fotocopia che da più di trent’anni si ripete pari pari, che non modifica, né aggiorna la visione strategica di una Città, naufragata sugli scogli della insicurezza, sanità, cassonetti, carenza di alloggi, rigenerazione urbana che non è rigenerazione, lo sviluppo sostenibile che consuma suolo ed altre quisquiglie del genere. Non mi hanno convinto i pianti sulla mancanza di soldi. Mia nonna, che era saggia, diceva che bastava sprecare meno e spendere meglio e i conti sarebbero tornati. Perciò, del bilancio non ne ho parlato bene, ma, ahimè, devo averle dette grosse, se due personalità del calibro di un sindaco, Mezzetti, e di un commentatore politico, Leonelli (video sotto), direttore de LaPressa, mi hanno in qualche modo citata.

In senso dispregiativo il sindaco Mezzetti, che a fronte della mia osservazione sulla povertà dell’attività culturale di Modena, un bazar di fiere gastronomiche, mercatini, giostre, locali di ristorazione, che hanno preso il sopravvento su tutto, spettacolini e mostre di dubbia qualità e gusto, mi taccia di rotacismo (“erre moscia”), nel senso di snob, nobile (con la puzzetta sotto al naso).
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Caro sindaco, se Lei che è stato assessore comunale e regionale alla Cultura suppone che i modenesi si divertano con gli specchietti che Lei propina loro, significa che li considera proprio poco, degli allocchi.
Mi permetto di insistere, perchè in fondo la stimo più di quanto Lei stimi me, ma mi dica la verità. secondo Lei la recente osannata mostra di Dalì, proposta da un mercante d’arte e priva del sigillo della Fondazione Dalì (a garanzia di autenticità e qualità delle opere) e quella in corso di De Chirico, che fino alla fine di luglio scorso si poteva vedere a Sarzana, che si trova ai confini del Ducato Estense, sono degne di una Città come Modena? Non oso fare i paragoni con Chagall a Ferrara, sarebbe pretendere l’impossibile, ma qualcosina di meglio di quanto ci ha propinato fino ad ora, si.
Oggi, però l’occasione, ce l’ha, non la perda fermandosi alle doglianze funebri per Franco Vaccari, l’unico modenese artista riconosciuto come maestro del 900 a livello internazionale. Trascurato da vivo, riscopriamolo da morto, che poi è il destino amaro dei grandi modenesi. Pavarotti docet!
Dulcis in fundo la benevola citazione del direttore Leonelli che nel criticare il deserto di una opposizione non ancora pervenuta, riconosce in me l’unica che si distingue, anche se in modo “naif e controcorrente”.
Naif, certamente. La lontananza, inesperienza dei riti della politica mi rendono tale. Ma anche il termine controcorrente dal significato eloquente ci sta: l’ho praticato per tutta la vita.
Maria Grazia Modena, Consigliere comunale e capogruppo della Lista civica “Modena x Modena”
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