In senso dispregiativo il sindaco Mezzetti, che a fronte della mia osservazione sulla povertà dell’attività culturale di Modena, un bazar di fiere gastronomiche, mercatini, giostre, locali di ristorazione, che hanno preso il sopravvento su tutto, spettacolini e mostre di dubbia qualità e gusto, mi taccia di rotacismo (“erre moscia”), nel senso di snob, nobile (con la puzzetta sotto al naso). Caro sindaco, se Lei che è stato assessore comunale e regionale alla Cultura suppone che i modenesi si divertano con gli specchietti che Lei propina loro, significa che li considera proprio poco, degli allocchi.
Mi permetto di insistere, perchè in fondo la stimo più di quanto Lei stimi me, ma mi dica la verità. secondo Lei la recente osannata mostra di Dalì, proposta da un mercante d’arte e priva del sigillo della Fondazione Dalì (a garanzia di autenticità e qualità delle opere) e quella in corso di De Chirico, che fino alla fine di luglio scorso si poteva vedere a Sarzana, che si trova ai confini del Ducato Estense, sono degne di una Città come Modena? Non oso fare i paragoni con Chagall a Ferrara, sarebbe pretendere l’impossibile, ma qualcosina di meglio di quanto ci ha propinato fino ad ora, si.
Oggi, però l’occasione, ce l’ha, non la perda fermandosi alle doglianze funebri per Franco Vaccari, l’unico modenese artista riconosciuto come maestro del 900 a livello internazionale. Trascurato da vivo, riscopriamolo da morto, che poi è il destino amaro dei grandi modenesi. Pavarotti docet!
Dulcis in fundo la benevola citazione del direttore Leonelli che nel criticare il deserto di una opposizione non ancora pervenuta, riconosce in me l’unica che si distingue, anche se in modo “naif e controcorrente”.
Maria Grazia Modena, Consigliere comunale e capogruppo della Lista civica “Modena x Modena”

(1).jpg)

 (1).jpg)