'Non è nemmeno normale che parte della magistratura coltivi fanaticamente idee e impegni politici. Togliatti è stato insieme a Gramsci il progettista di questa macchina infernale il cui conto lo si paga ancora, e molto salato. Qualche timida reazione, come quella andata in onda al CSM per il caso Mescolini c’è, da qui si deve partire. Ora non potrà più essere tutto come prima. La magistratura non è luogo in cui fare politica e celebrare vendette giudiziarie. Tanto meno un Ordine al servizio di ideologie e partiti politici. Perfino durante il Fascismo - che era un regime - le questioni politiche venivano demandate ai Tribunali Speciali; ciò per tenere fuori la magistratura ordinaria dalle beghe politiche. Sarebbe un'Italia normale se chi possiede aspirazioni elettorali o visioni ideologizzate della società, invece di indossare la toga, si presentasse alle elezioni o scrivesse libri - continua Aimi -. Dopo il fallimento di Mani pulite, che portò alla distruzione di tutti i partiti, ad eccezione dell’allora PCI, e le rivelazioni oggi del Sistema Palamara, riteniamo che ce ne sia abbastanza per chiedere a tutti, giornalisti, avvocati, magistrati (la stragrande maggioranza dei quali sono autentici e imparziali servitori dello Stato), forze dell’ordine e semplici cittadini, di vigilare su chi, sotto la toga, non difende leggi e ordine costituzionale, ma partiti o ideologie politiche. Di qualsiasi colore esse siano'.
Aimi (FI): 'Da Togliatti e Gramsci a Palamara: ecco il Sistema'
'Qualche timida reazione, come quella andata in onda al CSM per il caso Mescolini c'è, da qui si deve partire. Ora non potrà più essere tutto come prima'
'Non è nemmeno normale che parte della magistratura coltivi fanaticamente idee e impegni politici. Togliatti è stato insieme a Gramsci il progettista di questa macchina infernale il cui conto lo si paga ancora, e molto salato. Qualche timida reazione, come quella andata in onda al CSM per il caso Mescolini c’è, da qui si deve partire. Ora non potrà più essere tutto come prima. La magistratura non è luogo in cui fare politica e celebrare vendette giudiziarie. Tanto meno un Ordine al servizio di ideologie e partiti politici. Perfino durante il Fascismo - che era un regime - le questioni politiche venivano demandate ai Tribunali Speciali; ciò per tenere fuori la magistratura ordinaria dalle beghe politiche. Sarebbe un'Italia normale se chi possiede aspirazioni elettorali o visioni ideologizzate della società, invece di indossare la toga, si presentasse alle elezioni o scrivesse libri - continua Aimi -. Dopo il fallimento di Mani pulite, che portò alla distruzione di tutti i partiti, ad eccezione dell’allora PCI, e le rivelazioni oggi del Sistema Palamara, riteniamo che ce ne sia abbastanza per chiedere a tutti, giornalisti, avvocati, magistrati (la stragrande maggioranza dei quali sono autentici e imparziali servitori dello Stato), forze dell’ordine e semplici cittadini, di vigilare su chi, sotto la toga, non difende leggi e ordine costituzionale, ma partiti o ideologie politiche. Di qualsiasi colore esse siano'.
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