Un legame diretto tra immigrazione incontrollata, degrado urbano e aumento della criminalità. E sullo sfondo, un sistema dell’accoglienza che, avrebbe smesso da tempo di essere solo una risposta sociale per trasformarsi in un vero e proprio business. È questo il filo conduttore degli interventi del capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale Pierluigi Giacobazzi e del capogruppo della Lega Giovanni Bertoldi, intervenuti pubblicamente, nel corso dell'
evento organizzato dal gruppo consiliare Modena in Ascolto guidato dal capogruppo Andrea Mazzi, per denunciare quella che definiscono una grave mancanza di volontà politica da parte dell’amministrazione modenese.Ad aprire gli interventi politici è stato Piergiulio Giacobazzi, che ha puntato il dito contro un “sistema” radicato a Modena, nel quale – a suo dire – la gestione dell’immigrazione e dell’accoglienza risponde più a logiche economiche che a reali esigenze di integrazione e sicurezza. Pur rivendicando la possibilità di agire a livello nazionale, grazie a un governo centrale politicamente vicino, il consigliere azzurro ha sottolineato come il problema principale resti locale: “Manca la volontà politica di affrontare e risolvere le problematiche”.Secondo Giacobazzi, il fenomeno migratorio, oggi di dimensioni storiche, viene gestito in modo tale da non portare benefici né a chi arriva né a chi vive già sul territorio.
A pagarne il prezzo, ha spiegato, sono anche quegli immigrati arrivati regolarmente decenni fa, integrati e con famiglie, che oggi si trovano a convivere con situazioni di degrado, insicurezza e totale assenza di controlli. Il riferimento è a palazzi e strutture come Le Costellazioni dove la situazione continua ad essere allarmante per i residenti dello stabile e della zona.Sul tema dell'accoglienza Giacobazzi ne sottolinea l'aspetto economico. 'Emblematico, secondo il capogruppo di Forza Italia, il caso della fine dei piani invernali: quando i fondi terminano, le persone vengono lasciate per strada da un giorno all’altro. Purtroppo in questa situazione si è trovato anche un giovane straniero, morto di freddo in un bivacco ricavato sulla terrazza del centro di vicinato della Sacca. Un meccanismo che dimostra come l’assistenza venga garantita solo finché genera risorse, con conseguenze drammatiche anche sul piano umano'.Sulla stessa linea Giovanni Bertoldi, che ha descritto una Modena profondamente cambiata, segnata da degrado diffuso, spaccio, violenza e da un crescente senso di insicurezza tra i cittadini, che “non riconoscono più la loro città”.
'Il nostro partito denuncia da oltre dieci anni i rischi dell’immigrazione incontrollata e il suo impatto sulla criminalità, denunce che per troppo tempo sono state sottovalutate e che oggi presentano il conto'.Bertoldi ha respinto l’idea che la sicurezza dipenda esclusivamente dallo Stato centrale, sottolineando come molte scelte siano di competenza locale. Pur riconoscendo gli sforzi per rafforzare gli organici delle forze dell’ordine statali, ha evidenziato le gravi carenze della Polizia locale, imputandole a Regione e Comune, accusati di non aver bandito per tempo i concorsi necessari.Anche Bertoldi ha insistito sul tema del business dell’accoglienza, citando l’acquisto di grandi immobili da parte di cooperative che gestiscono migranti: un segnale, secondo il leghista, che i fondi non sarebbero poi così insufficienti come spesso dichiarato. Il riferimento è al residence Costellazioni che attualmente ospita anche richiedenti asilo in un centro di accoglienza gestito dalla cooperativa l'Angolo acquirente dell'intero immobile. “È evidente che per qualcuno l’immigrazione è un grande affare”, ha affermato, contrapponendo questa realtà a una visione che, a suo giudizio, tende a giustificare la criminalità come prodotto della società anziché come responsabilità individuale.