'Dopo “una fase iniziale inevitabilmente difensiva”, siamo alla “controffensiva al virus”, quella avviata a Medicina, nel bolognese, con la sperimentazione farmacologica per curare i pazienti positivi direttamente a casa loro per prevenire il peggioramento e quindi l’arrivo in ospedale in condizioni spesso irrecuperabili, che potrà essere estesa al resto dell’Emilia-Romagna'.
Il Presidente della Regione Stefano Bonaccini ribadisce, nella diretta in collegamento con l'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna, la strategia, già illustrata dal commissario per l'emergenza Sergio Venturi, per contrastare il virus, passando da una fase per cosi dire 'difensiva', di fatto gestita all'interno degli ospedali, sovraccaricati però di una emergenza senza precedenti (e con i rischi legati ai contagi interni, anche per gli operatori), ad una fase 'offensiva'. Quella che in diversi, anche dal mondo scientifico, era stata prospettata come necessaria fin dai primi momenti. Per arginare il virus attraverso l'individuazione dei soggetti positivi, anche lievemente sintomatici, e l'isolamento e la quarantena, con verifica delle condizioni al tampone, di tutte le persone individuate nella stretta cerchia di contatti. Una strategia, quella all'esterno, sul modello Medicina (comune focolaio posto in quarantena senza possibilità di ingresso ed uscita), da accompagnare con un piano 'che prevede 5mila tamponi al giorno per estendere il monitoraggio sulle
Nella sua informativa all'Assemblea, Stefano Bonaccini ha sottolineato 'la tempestività di un’azione, fin dalla prima ordinanza del 23 febbraio sulla chiusura delle scuole, che si è trovata spesso ad anticipare analoghe misure nazionali, ma sempre in una logica cooperativa e mai di differenziazione'
Sul fronte economico e sociale, il Presidente della Regione ha ricordato l’attivazione immediata degli ammortizzatori in deroga, le misure per l’accesso al credito a tasso zero per le il sistema impresa, i provvedimenti a sostegno delle famiglie e delle persone fragili, con fondi straordinari e anticipati per i Comuni, oltre a contributi liquidati e scadenze prorogate in tuti i settori, dalla cultura allo sport, fino alla ricostruzione post sisma.
“Tra le cose che questa emergenza ci insegna è che un grande sistema sanitario, pubblico e universalistico, è un bene essenziale, tanto più in una società globale esposta a maggiori rischi di diffusione delle malattie”.



