Abbiamo letto le dichiarazioni sulla stampa locale del Partito Democratico di Sassuolo, in merito alla proiezione del documentario Biolab, prevista per sabato 13 e di cui avevamo dato notizia con una nota stampa. I toni sono particolarmente aggressivi ma le argomentazioni ci paiono scontate e largamente superate dai fatti'. A parlare è il Coordinamento modenese contro la guerra.
'Il Pd ci accusa di evitare 'un libero confronto' e di condurre un'operazione politica 'a senso unico', il che é davvero singolare, in una Nazione dove almeno 95% dei media martellano da quasi 4 anni con la tesi a senso unico dell'aggressore e dell'aggredito, con pochissime eccezioni di relatori che presentano tesi diverse, per non parlare di giornalisti a cui é stato dato il benservito, come Marc Innaro, corrispondente Rai a Mosca che aveva avuto l'ardire di parlare della realtà a lui ben conosciuta. Il contraddittorio non é quasi mai esistito, anzi, la censura promossa proprio da esponenti del Pd ha causato la cancellazione di tanti eventi, l'ultimo dei quali si doveva tenere proprio in questi giorni a Torino, su iniziativa del professor D'Orsi. Non é censura questa? Avere tolto la concessione a realtà importanti come Il Centro Sociale bolognese Villa Paradiso, reo di aver tentato di dare spazio a voci divergenti sul conflitto in Ucraina é esercizio della democrazia?
E ricordare questi fatti é 'narrazione tossica che mina la fiducia nelle istituzioni'? Parlare di 'clima maccartista' é forse essere lontani dalla realtà dei fatti o semplicemente descrivere quello che vediamo e che le parole del Partito Democratico non fanno altro che confermare?''Ricordiamo anche che, durante le tante iniziative organizzate dal Pd nelle piazze modenesi, per esempio insieme alla Comunità ucraina, non si é mai dato spazio ad opinioni diverse o al contraddittorio e quando a Modena abbiamo invitato le istituzioni ad ascoltare la testimonianza di Olga Ignatieva, sopravvissuta alla strage di Odessa del 2014, il nostro appello é caduto nel vuoto. Evidentemente nulla doveva intaccare la narrazione imperante, é il caso di dirlo, dei buoni e dei cattivi - continua il Coordinamento -. Ci permettiamo di ricordare al Partito Democratico che alcuni attivisti del nostro Coordinamento sono stati inseriti in siti ucraini come Myrotvorets o in think thank come il Centre for Defence Reforms, vere e proprie liste di proscrizione nelle quali il regime ucraino opera schedature di quelli che considera essere 'nemici, Myrovotvorets mette una X sulle persone assassinate, abbiamo sempre cercato di minimizzare questi fatti ma ricordiamo al Pd che non siamo certo noi ad avere avvelenato i pozzi e la parola 'Resistenza' in questo contesto non ci pare fuori luogo.
'Il partito unico atlantista che citiamo nel comunicato non é una nostra invenzione ma é la rappresentazione della realtà che vede da 4 anni i due principali partiti italiani (Pd e Fdi), uniti nel sostegno pieno ed incondizionato a Kiev di cui fino a ieri si scommetteva sulla vittoria, contro ogni logica e contro l'evidenza dell'evolversi del conflitto.




