'Il Partito Democratico di Sassuolo condanna con assoluta fermezza l’iniziativa annunciata per il 13 dicembre sul territorio. Non si tratta di informazione, né di dibattito, né tantomeno di confronto libero: si tratta di un evento di propaganda filo-russa, costruito per legittimare una narrazione che assolve un’aggressione militare e rimuove i crimini di guerra commessi contro la popolazione ucraina'. Così, in una nota il Pd critica l'evento promosso dal Coordinamento Modenese contro la guerra.
'Definire questa iniziativa come “informazione alternativa” è una mistificazione. È un’operazione politica a tesi unica, priva di pluralismo, che riproduce fedelmente le posizioni del Cremlino e le presenta come verità censurate. Non c’è nulla di alternativo nel rilanciare propaganda di Stato. Il linguaggio utilizzato nel comunicato è apertamente ideologico: si parla di “resa Ucraina”, di “sconfitta occidentale”, di “partito unico atlantista”. È la stessa retorica usata dalla macchina propagandistica russa per delegittimare le democrazie europee e giustificare l’uso della forza militare. Questo non è informare: è manipolare. L’assenza totale di contraddittorio è la prova definitiva della natura dell’evento. Nessuna voce indipendente, nessun esperto autorevole, nessuna posizione diversa. Solo relatori allineati a una stessa visione politica.
Un monologo travestito da conferenza'.
'Ancora più grave, la scelta di proiettare un docufilm prodotto da Russia Today, media statale direttamente controllato dal governo russo e sottoposto a sanzioni europee perché riconosciuto come strumento di guerra informativa. Spacciare propaganda di Stato per “controinformazione” significa disinformare consapevolmente i cittadini. In tutta questa narrazione viene cancellato il dato essenziale: la Russia ha invaso l’Ucraina. C’è un aggressore e c’è un Paese aggredito. Rimuovere questa realtà non è neutralità, è complicità politica e culturale. Il richiamo alla pace, valore che il Partito Democratico difende senza ambiguità, viene qui piegato in modo cinico per giustificare la resa dell’aggredito e la normalizzazione della violenza. Non esiste pace senza verità, non esiste pace fondata sulla forza, non esiste pace che chiude gli occhi davanti ai crimini di guerra'.
'Gravissimo è anche il continuo attacco alle istituzioni democratiche europee, dipinte come censorie e autoritarie. È una narrazione tossica, che mina la fiducia nelle istituzioni e riproduce esattamente la propaganda dei regimi autoritari che si pretenderebbe di criticare - chiude il Pd -. Inaccettabile, infine, l’uso strumentale di parole come “Resistenza” o “maccartismo”. Richiamare la storia della lotta antifascista per difendere la propaganda di uno Stato aggressore è un insulto alla memoria democratica del nostro Paese. Colpisce l’assenza totale di attenzione verso le vittime: i civili bombardati, i profughi, le città distrutte, i bambini ucraini.



