'Ritengo importante l'interlocuzione avuta con il comitato Modena merita di più che segue la precedente riunione avuta la scorsa estate – evidenzia il sindaco Massimo Mezzetti – ho ripetuto che per me è fondamentale farsi carico delle paure dei cittadini perché tutti si devono sentire protetti. Intendiamo proseguire nell'azione avviata, consapevoli delle competenze che il Comune ha nella sicurezza urbana integrata ma determinati nel fare in modo sempre più proattivo la nostra parte'.
Nel ribadire che il corpo si occupa di molteplici tematiche, come l'incidentalità stradale, durante l'incontro l'assessore Camporota ha evidenziato un limite all'azione della Polizia Locale che andrebbe superato e fa parte di un dibattito nazionale più ampio: il fatto che la Polizia Locale non possa accedere al sistema nazionale delle identificazioni come le altre forze dell'ordine. Infine dal vicesindaco Maletti è stata data l'informazione che i minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio sono attualmente 42.
Il dialogo è partito da una mappatura delle aree più sensibili della città, dove si concentrano fenomeni di degrado e insicurezza. Tra i punti più critici sono stati indicati la zona Tempio e l’area della stazione ferroviaria, considerata il principale epicentro di problematiche legate a spaccio, degrado e prostituzione; il Parco XXII Aprile e l’area nord, dove si registrano presenze problematiche, occupazioni abusive e tensioni sociali accentuate anche dopo l’apertura del servizio Drop-in; e l’asse stazione ferroviaria–autostazione–via Emilia Ovest, individuato come corridoio urbano particolarmente delicato. Nel corso dell’incontro è stato inoltre evidenziato il problema della carenza di personale nelle forze di polizia. Secondo quanto riportato dal Sindaco e dal comandante Sola, gli organici di Polizia di Stato e Polizia Locale risultano sottodimensionati. Sul tema della sicurezza partecipata, l’amministrazione ha annunciato l’intenzione di pubblicare entro giugno 2026 un bando per gli Assistenti Civici, volontari formati che potranno contribuire alla segnalazione delle criticità sul territorio.
Un altro punto discusso riguarda il fenomeno degli affitti irregolari e del sovraffollamento abitativo. Secondo le stime illustrate durante l’incontro, a Modena potrebbero esserci circa 8.000 appartamenti affittati in modo non regolare. Il Comune ha annunciato l’avvio di controlli attraverso l’incrocio dei dati tra Hera, Agenzia delle Entrate e amministrazione comunale per individuare situazioni di irregolarità e ripristinare la legalità abitativa. Ampio spazio è stato dedicato anche ai progetti di riqualificazione urbana che interesseranno nei prossimi anni diverse aree della città. Tra gli interventi illustrati figurano la trasformazione dell’ex Terim in uno spazio con residenze temporanee, ambienti per attività educative e alloggi destinati alle famiglie dei degenti ospedalieri, oltre al progetto di recupero dell’ex Borsa Merci, attualmente in fase avanzata di definizione. L’amministrazione ha inoltre indicato tra le priorità la riqualificazione dell’area del cavalcavia Mazzoni, con un orizzonte temporale di tre-quattro anni, e interventi nelle zone interne di viale Storchi.
Uno dei punti più discussi ha riguardato la collocazione del Drop-in, struttura dedicata alla riduzione del danno legata alle dipendenze. Il comitato ha espresso una forte contrarietà alla posizione attuale, ritenendola un elemento che ha contribuito ad aggravare le criticità del Parco XXII Aprile e della zona Tempio. L’amministrazione ha manifestato disponibilità a valutare un eventuale spostamento della struttura e il sindaco si è impegnato ad approfondire possibili alternative, con l’impegno di fornire un riscontro entro due o tre mesi.
Durante l’incontro si è discusso anche della situazione dei campi nomadi, dove risultano attualmente 293 persone residenti nelle microaree, e della volontà di chiudere l’area abusiva di via Canaletto. È stato inoltre riconosciuto il problema legato ai furti di materiali e metalli nelle isole ecologiche, fenomeno su cui l’amministrazione ha assicurato ulteriori approfondimenti. Il confronto si è concluso dopo circa tre ore di discussione. Tra i temi emersi con maggiore forza resta quello della certezza della pena, considerato uno degli elementi chiave per contrastare efficacemente i fenomeni di criminalità urbana. Permangono inoltre alcune perplessità sulla reale capacità di impedire nuove occupazioni dopo gli sgomberi e sulla convivenza tra residenti e servizi destinati alle situazioni di marginalità. Il comitato “Modena Merita di Più” ha ribadito la propria disponibilità a proseguire il confronto con le istituzioni, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per migliorare la sicurezza e la qualità della vita nei quartieri della città.


