Ora in tutto questo io non trovo nulla di entusiasmante: semplicemente abbiamo una emergenza sanitaria e la affrontiamo con l’unico strumento che in questo momento sembra in disponibilità della scienza, in attesa che il tempo di per sè possa contribuire ad attenuare gli effetti della malattia.
Se questo è il quadro, è però evidente che assume un valore centrale la gestione organizzativa, la predisposizione cioè di una macchina in grado di vaccinare nel minor tempo possibile un grande numero di persone. Sfida complessa anche perchè l'Italia ha dimostrato di non essere un esempio esportabile di virtù quanto ad organizzazione ed economicità nell'affrontare le emergenze, basti citare le inchieste giudiziarie per gli scandali sulle commesse di mascherine. Senza calcolare le difficoltà oggettive legate alle somministrazioni. Le dosi che arrivano a singhiozzo, gli incidenti di percorso. per usare un eufemismo, che ritardano la distribuzione del farmaco, la difficoltà di mettere in piedi una macchina organizzativa nuova, la formazione di personale adeguato per la somministrazione, gli ambienti idonei, le siringhe, i dispositivi di protezione per gli infermieri e molto altro...
Modena e tutta l'Emilia-Romagna è, dati alla mano, insieme alla Lombardia, la Regione più colpita dalla pandemia con un numero di morti e contagiati, anche gravemente, elevatissimo. Qui, come altrove, le difficoltà a cui ho fatto cenno, hanno determinato, nei punti vaccinali, il formarsi spesso di lunghe code.
Ebbene, nonostante questi e altri disguidi oggettivi, a Modena e in Regione è stata attivata la solita propaganda filo governativa, quella azionata sempre in tutte le situazioni critiche, quella frutto di una stretta e consolidata rete di potere, mai scalfita da decenni, che difende se stessa abbracciando tutti i nodi centrali del vivere comune ed emarginando con cura le voci dissonanti. Sia chiaro, non importa se tali distinguo provengono da destra o dalla sinistra: è l'indipendenza e l'essere fuori dal coro che viene arginato, proprio per non intaccare questa compatta testuggine. Ed è così che abbiamo ascoltato le quotidiane esternazioni di una amministrazione regionale pronta ad autocelebrare il proprio attivismo e a snocciolare primati autoprodotti. E' così che abbiamo visto i responsabili delle aziende sanitarie (non i singoli medici, loro sì costantemente al lavoro in silenzio) complimentarsi con i vertici istituzionali in un colloquio continuo fatto di reciproche assoluzioni.
Ecco, mi chiedo perché a Modena, non sia possibile dire in serenità, che siamo in un periodo di difficoltà e che anche noi come il resto d'Italia, come in Lombardia, abbiamo problemi nell'organizzazione della somministrazione dei vaccini. Questa propaganda inutile e vuota che ormai non dovrebbe più convincere nessuno, è per me incomprensibile. Credo si possa, semplicemente, senza dover togliere o dare qualcosa a qualcuno, raccontare ciò che sta avvenendo attraverso i fatti e dire che a Modena e in Emilia Romagna non va tutto bene e che si vivono gli stessi problemi che gravano su altri territori. Perchè una realtà confezionata fasulla non serve a nulla e, anzi, contribuisce ad aumentare il senso di sfiducia e i tanti dubbi comprensibili che attanagliano i cittadini.
Cinzia Franchini



