“Al di là delle scelte sul Quirinale diciamo che si assecondi la voglia di una parte delle forze politiche di andare a votare. Da febbraio-marzo non avremmo più un governo perché inizierebbe il processo elettorale, concludendosi tra aprile e maggio. Da maggio iniziano decine, ma nel caso del Conte 1 furono cento giorni, di giorni per formare un governo. Noi potremmo non avere un governo nella pienezza delle funzioni per affrontare la pandemia per 5, 6 mesi. In quei mesi ci bruceremmo la crescita economica, la campagna vaccinale e la lotta al virus”, commenta Di Maio.
“Se guardiamo ai paesi dell’est dell’Unione Europa, paesi europei, che sono in crisi di governo o stanno votando per la terza volta perché non riescono a formarne uno”, emerge “uno stretto legame tra l’instabilità politica e l’andamento del virus”, dice Di Maio, e questo “lo ha detto il Presidente della Repubblica quando è nato il governo Draghi dopo la crisi del Conte 2: un governo che non è nel pieno delle sue funzioni non ha i poteri per affrontare la fase straordinaria della pandemia”. Quindi, “per me chi sta pensando di andare al voto in questo momento per tornaconto personale farà un danno al paese di cui risponderà alla storia“, dice il ministro, e anche Giuseppe Conte “ha detto chiaramente che non è d’accordo sull’idea andare a votare anticipatamente e io gli credo assolutamente”



