Secondo le posizioni delle forze schierate per il NO, la riforma rischierebbe di indebolire l’indipendenza della magistratura, alterando l’equilibrio tra i poteri dello Stato. La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, spiegano, potrebbe aumentare l’influenza della politica sull’azione penale, mentre la revisione del sistema del CSM esporrebbe maggiormente le nomine a logiche esterne. Per i sostenitori del NO, inoltre, i quesiti non affronterebbero i problemi strutturali della giustizia, come la lentezza dei processi, che richiederebbero interventi più profondi e investimenti mirati.
Sotto il portico del collegio, nel cuore del centro di Modena, la presenza più concentrata. C'è il banchetto del PD dove troviamo, oltre a militanti del partito, il consigliere comunale Gianluca Fanti. A poca distanza Forza Italia ha allestito il proprio banchetto per il SÌ, con la presenza di militanti e del coordinatore provinciale e capogruppo in Consiglio comunale Piergiulio Giacobazzi. Vicinissima alla Lega. al banchetto c'è capogruppo comunale Giovanni Bertoldi. Le forze politiche favorevoli al SÌ sostengono che la separazione delle carriere garantirebbe un processo più equo, mentre la riforma del CSM ridurrebbe il peso delle correnti interne, favorendo trasparenza e meritocrazia. La revisione del sistema disciplinare, aggiungono, renderebbe più efficace il controllo su eventuali abusi, e l’intero impianto referendario rappresenterebbe un’occasione per modernizzare la giustizia, rendendola più efficiente e più vicina alle esigenze dei cittadini e delle imprese.
La sensazione è che l'ultima settimana sarà doppiamente importante. Non solo per chi ha già deciso cosa votare ma soprattutto per coloro che ancora non sanno se votare. In un referendum senza quorum basta un voto in più tra i si e i no, per decretare l'ok o lo stop ad una legge comunque già approvata. Questa comunque è anche la settimana in cui a Modena e provincia sono stati organizzati appuntamenti pressoché tutti i giorni.



