Come riporta l’agenzia Tass la controparte russa, tramite il portavoce Dmitry Peskov, ieri ha ribadito che “le operazioni militari speciali in Ucraina” lanciate da Mosca il 24 febbraio scorso “proseguono come pianificato” e che “l’obiettivo sarà portato a termine nei tempi previsti e pienamente”. Il Cremlino ribadisce che l’intervento si è reso necessario per sostenere l’indipendenza delle due autoproclamate repubbliche, per “denazificare” il paese. Oggi il ministro della Difesa Igor Konashenkov ha confermato che le forze russe “hanno preso il controllo di una base militare dei nazionalisti ucraini e di mercenari stranieri” nei pressi di Guta-Mezhigorskaya, a nord di Kiev, e che sono state sequestrate “molte armi” che ora “verranno consegnate alle milizie popolari delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk”.
La Nato
Intanto la Nato si prepara a un eventuale intervento. “Abbiamo già attivato il nostro piano di difesa e ora ci sono più di 40.000 effettivi schierati ad est e aumenteremo anche la nostra difesa aerea. Un attacco a un solo Paese alleato riceverà risposta da tutta l’Alleanza. L’invasione russa dell’Ucraina ha creato un nuovo scenario di sicurezza sul continente europeo e noi dobbiamo essere pronti ad affrontare questa situazione“. Così il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.
“Stiamo considerando più misure di protezione per quanto riguarda lo schieramento navale e la cybersecurity - ha annunciato ancora il segretario dell’Alleanza Atlantica -. Domani i ministri inizieranno un’importante discussione per decidere delle misure concrete per la nostra difesa su tutti i fronti. Gli alleati Nato continueranno a sostenere l’Ucraina con aiuti umanitari ed equipaggiamenti militari inclusi armi anticarro e carburante“.



