Potrebbe essere anche un piccolo errore nella posa corretta della copertura o (come già indicato a grandi linee dall'azienda ospedaliera), del sistema di scarico delle acque meteoriche ad avere provocato le infiltrazioni dal soffitto e controsoffitto che hanno portato alla grande conseguenza della chiusura (con relativo trasferimento improvviso di 22 pazienti ricoverati), del nuovo hub di terapia intensiva del Policlinico di Modena, a pochi giorni dall'inaugurazione.
Fatto sta che l'errore (e se errore è stato o di progettazione o di esecuzione saranno gli organismi tecnici a stabilirlo insieme alla responsabilità dello stesso), avrebbe creato, oltre a grandi disagi e rischi, anche molto imbarazzo sul fronte istituzionale e non solo. Trattandosi di progetti, lavori e direzione dei lavori frutto di una donazione. Da Politecnica Modena all'azienda sanitaria.
Dovere chiudere, a pochi giorni dall'apertura e dalla inaugurazione, (peraltro avvenuta in ritardo sui tempi previsti), un nuovo comparto (Hub) di terapia intensiva giudicato modello d'avanguardia, realizzato in moduli prefabbricati, supportati da tecnologia di ultima generazione per garantire la massima sicurezza e protezione a pazienti gravi, oltre che alle straordinarie strumentazioni tecniche capaci di tenerli in vita all'interno, per una pioggia misto grandine, è un fatto difficile da digerire e da fare digerire.
Una questione delicata, insomma, tanto più se consideriamo che la nuova struttura aperta, e chiusa subito perché ci pioveva dentro, è frutto, come detto, di un progetto regalato all'azienda ospedaliera (stazione appaltante), dalla famosa e rinomata società di progettazione modenese Politecnica, una della maggiori a livello italiano specializzata in progettazione integrata. Un progetto corposo, quello elaborato e donato da Politecnica insieme alla direzione lavori. Un elemento chiave, questo ultimo, che Politecnica ha inteso offrire nel pacchetto dell'importante donazione dell'intero progetto a garanzia evidente non solo della qualità del progetto sulla carta ma anche della qualità nell'esecuzione dei lavori. In cui, in questo caso, qualcosa è andato storto. Con conseguenze importanti.

A definirlo, tra l'altro, decine di pagine e tavole del progetto da realizzare a tempo di record, (anche se in ritardo rispetto alla previsioni di luglio), dedicate proprio alle attività e alle funzioni in capo alla direzione lavori sul fronte sia del controllo della correttezza nelle operazioni di consegna in cantiere, sia in quelle di montaggio delle strutture e dei singoli componenti.
A quattro giorni dall'incidente, se il problema fosse davvero temporaneo, ovvero dovuto alla eccezionalità altrettanto limitata nel tempo dell'evento, forse qualcosa in più (anche solo di aggiornamento sullo stato di ciò che si sta facendo per ripristinare il servizio), ce lo si poteva aspettare. Invece a 4 giorni dall'evento e dal trasferimento in emergenza, nella notte, dei 22 pazienti gravi ricoverati, nulla si sa, almeno ufficialmente. Né sui danni ne sui tempi di ripristino. Ancora prima dell'accertamento di eventuali responsabilità.
Gi.Ga.
Nella foto, l'interno del nuovo Hub di terapia intensiva del Policlinico, inaugurato il 9 dicembre e chiuso il 25 dicembre



